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Migranti, l’isola che c’è

POZZALLO – C’è un’isola che esiste e funziona come un orologio svizzero, tanto che «bisognerebbe esportare nel resto d’Italia il “Sistema Sicilia”». Lo dice il Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, parlando dell’organizzazione per l’accoglienza dei migranti.

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XIV Settimana della Cultura, Castello di Bauso: il 19 concerto dei Kaloma

Kaloma

VILLAFRANCA TIRRENA (ME) Castello di Bauso – Giovedì 19 aprile nell’ambito delle manifestazioni inserite nella XIV Settimana della Cultura al Castello di Bauso, dopo le ore 19 saranno di scena i Kaloma.

I Kaloma (il nome, derivante dal greco, significa “corda”) suonano un genere musicale prettamente etno-folk. Il progetto Kaloma, sin dalla sua nascita (nell’estate 1996, per volontà di Nico Tringali, Giorgio Trifirò e Giovanni Pagano) si prefigge di ricercare e rivalutare la cultura e le tradizioni della Sicilia, utilizzando strumenti acustici (chitarra, mandolino, fisarmonica e percussioni). Le prime composizioni nascono nell’isola di Vulcano (ME), dove i tre si trovavano per lavoro. Da qui avranno origine i brani che faranno parte del promo Tracce Acustiche. Nel Dicembre 1996 partecipano ai festeggiamenti natalizi a Messina, andando a suonare nei borghi e nelle chiese le antiche “Novene Ottocentesche”, fortemente volute dopo 50 anni da Luciano Tringali (appassionato studioso di tradizioni popolari siciliane), e conseguendo gran consenso di critica.

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Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: stasera spazio ai giovanissimi di MusicArt


CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME) Certe scelte alla lunga risultano vincenti. La decisione di inserire l’ndirizzo musicale nei programmi ordinari della scuola media, avvenuta circa dieci anni fa per volere del preside Giuseppe Bonanno, ha prodotto musicisti. Qualcuno è entrato in Conservatorio, altri hanno scelto strade più leggere e in tanti sono rimasti suonatori della domenica, ma non per questo meno felici degli altri.

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33 anni dopo saldo il mio debito con il cantautore siculo-canadese Tony Stracuzzi

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Per trentatré anni ho tenuto questi dischi senza poterne vendere uno, ora è arrivato il momento di rendere un po’ di giustizia a questo cantautore di origini messinesi (della costa tirrenica per la precisione) che, nel 1977, quando mi occupavo di Radio Villafranca, mi scrisse da Dixon Niagara Falls, in Canada, inviandomi i suoi dischi. Il Canada è la stessa Nazione di Neil Young, tanto per intenderci, ma Tony Stracuzzi pur essendo un valido musicista

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John e Peppino, i due Bonica di Filicudi

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peppino bonicaFILICUDI – Peppino era nato nel 1907, John dieci anni dopo. Peppino era rimasto a Filicudi, andando via solo quando, ormai ottantenne, ha dovuto seguire il figlio a Messina. Qui è morto nel 1999. John se ne era andato 5 anni prima, nella sua casa americana: la penna ancora in mano e gli appunti sulle sue ultime ricerche sparsi sulla scrivania.

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E’ morto Luigi Bernabò Brea/ Storia di una ricerca che si è interrotta solo ieri (1999)

Autore: Francesco Venuto, pubblicato il 2 giugno giugno 1999 su La Gazzetta del Sud /LIPARI – Ha Vissuto la vita che avrebbe voluto, tra le due cose che amava di più: l’archeologia e il mare. Luigi Bemabò Brea era archeologo per vocazione: nel 1932, a 22 anni, si era laureato in giurisprudenza, forse per accontentare il padre Eduardo, un notaio genovese originario di Sestri Levante. La prima svolta della sua vita maturò nel ’35, quando ottenne la seconda laurea in archeologia all’Università di Roma. Nello stesso anno vinse un concorso per entrare nella Scuola d’Archeologia Italiana di Atene, diretta da Alessandro Della Seta, del quale diventò uno degli allievi preferiti tra il ’35 e il ’37. Negli stessi anni visitò i maggiori centri archeologici della Grecia e della costa anatolica, partecipando agli scavi dell’isola di Lemnos: nel 1936 a Poliochni; nel 1937 al Kabirion di Chloè, sito archeologico che lo stesso Bernabò Brea scoprì nel corso di una ricognizione effettuata l’anno prima. Nel 1938 diventò funzionario dell’amministrazione delle Antichità e delle Arti dello Stato, fu assegnato come ispettore al Museo Nazionale di Taranto, dalla cui direzione ricevette l’incarico della sorveglianza degli scavi e rinvenimenti nell’area urbana della città ionica. Un anno dopo sposò Chiara Chichizola, una giovane di Zoagli, lo stesso paese d’origine di Adelia Canevaro, la mamma di Luigi Bernabò Brea. Sempre nel 1939 fu chiamato a costituire la Soprintendenza alle Antichità della Liguria. Qui iniziò anche un’importante collaborazione con Luigi Cardini dell’Istituto italiano di Paleontologia Umana, con il quale avviò gli scavi nella caverna delle arene candide di Finale Ligure, poi continuati sino al 1951.

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Montanelli? Un ”vero amico” dei siciliani

ROMA – Gli italiani sono furbi o fessi? Con questo curioso interrogativo Indro Montanelli alcune domeniche fa si è concesso alle platee televisive, spalleggiato per l’occasione da Beniamino Placido, con la complicità di una irriconoscibile Raitré e subito dopo il caustico ’Tunnel” degli avanzi di “Avanzi”. Montanelli non finirà mai di stupire: ha strombazzato a destra e a manca che Telekabul è la migliore televisione; poi, dietro l’immancabile scrivania, copia fedele di quella regalatagli dal nonno tanti anni fa, ha esordito con una gaffe di stampo freudiano, sostituendo Mussolini a Prezzolini.

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