Crea sito

Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura. Dalla Sicilia all’Olanda andata e ritorno: gli Ulfo duo

CASTELLO DI BAUSO (Villafranca Tirrena – ME) – XIII Settimana della Cultura – Ci fanno grande simpatia Franco e Marcello Ulfo, due musicisti di Villafranca Tirrena che hanno realizzato un sogno, quello di suonare per otto anni in Olanda e poi di cancellare l’incubo di non rivedere il sole, il mare e la terra delle loro origini. A parte la musica, probabilmente dobbiamo imparare molto da questi due “musicanti” che, come ha sottolineato Piero La Tona nel suo intervento, hanno avuto il coraggio di avventurarsi in un terreno sconosciuto e pieno di insidie. Stasera gli Ulfo duo si esprimeranno con il loro linguaggio preferito: la musica. Auguriamo loro di trovare successo e gratificazioni professionali anche qui, in questa terra tanto baciata dal sole quanto arida dal punto di vista economico.

Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: Antonino Fiumara, un giovane da non perdere di vista

CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME) Mentre scriviamo l’esibizione di Antonino Fiumara è ancora in corso, il salone delle feste del Castello di Bauso pieno come non si era mai visto in occasione di concerti dei musica classica. C’è stupore in sala per la bravura di questo ragazzo. Perché di un ragazzo si tratta. Antonino si è prestato per un un’intervista scherzosa,

ha stretto amicizia con gli altri ragazzi presenti in sala, ha chiesto di essere fotografato assieme a loro. Insomma un mondo che gira al contrario. Questo giovane, a parte la bravura di pianista, di musicista, ha qualcosa di particolare nel suo dna. Ha carisma, si muove bene e non ha i difetti di molti suoi coetanei quando accarezzano un po’ di successo.

Certe cose non passano inosservate: “L’esibizione di Antonino Fiumara è stata eccezionale, strabiliante, mozzafiato: se il ragazzo si è presentato come carismatico, affettuoso e simpatico, quando ha toccato il pianoforte si è perso nelle melodie ed ha fatto entrare nel suo universo anche il pubblico.
I grandi musicisti affermano che da come una persona suona si capisce tutto del suo carattere e del suo io. E noi ne abbiamo avuto la conferma questa sera: la profondità dell’animo e tutti i sentimenti nascosti in quel giovane sono usciti fuori commuovendo tutti i nostri cuori. La musica, in quel momento, non era quella composta da Bach o Listz: la musica era Antonino Fiumara, che a giudizio di alcuni sembrava addirittura “indemoniato”.. Era forse posseduto da un Dio a noi sconosciuto? Poiché nessun demone credo possa far provare a tutti noi sentimenti tanto straordinari”. Sono le parole di Chiara, una ragazzina di 13 anni, stasera anche lei tra il pubblico. Giovani e meno giovani conquistati dal talento messinese. A noi non resta che riversare il filmato del concerto e offrirvelo perché possiate giudicare, senza mediazioni di alcun genere. La rete permette anche questo.
(f.v.)

Ecco come sono stati salvati i due mascheroni apotropaici di Villafranca Tirrena (1999)

I mascheroni apotropaici nella loro collocazione originale.
I mascheroni apotropaici nella loro collocazione originale.

VILLAFRANCA TIRRENA (Bauso) – Scritto il 10 novembre 1999 -, autore Francesco Venuto, pubblicato su Gazzetta del Sud l’11 novembre 1999. Per più di un secolo hanno tenuto lontano gli spiriti maligni dall’abitazione dei loro padroni. Martedì mattina invece i due mascheroni apotropaici, sistemati come tradizione vuole sulla chiave di volta dei due eleganti portali di un’abitazione di via Nazionale a Villafranca Tirrena, hanno dovuto soccombere alla moderna furia di una ruspa e i pochi pezzi salvati sono stati trasferiti al chiuso di un museo privato di Barcellona Pozzo di Gotto.
In un paio d’ore di lavoro se n’è andata un’antica abitazione e un altro pezzo di memoria storica, architettonica e artistica del paese, una delle poche testimonianze rimaste in un luogo già da anni rivoltato come un calzino e rifondato con il calcestruzzo.
L’aspetto più impressionante di quest’ulteriore vicenda di ordinario rifiuto della memoria del passato è rappresentato dalla inaudita mancanza di sensibilità che si sta dimostrando alla cittadinanza. Sul banco degli imputati c’è l’amministrazione comunale di Villafranca Tirrena, la commissione edilizia che ha approvato il progetto di demolizione e ricostruzione senza alcuna prescrizione e dell’assessore ai beni culturali che, a questo punto, dovrà spiegare alla minoranza cosa ci sta a fare in quel posto.
E questo ennesimo episodio accade a pochi giorni di distanza dalla scoperta che la variante al Prg del paese, fresca di adozione da parte del Consiglio comunale, ha sbrogliato la matassa che aveva impedito per molti anni la cementificazione dell’ex parco del castello di Bauso. Infatti l’area, dove sono ancora visibili parti delle antiche strutture murarie delle macchine utilizzate per realizzare i giochi d’acqua, sino ad oggi pur ricadendo in zona “B” non poteva essere edificata perché priva di viabilità. Un “cavillo tecnico” spazzato in un solo colpo con la variante al Prg.
La vicenda ha già fatto registrare numerose proteste: il sindaco Battaglia, che pregustava attestazioni di stima per il traguardo raggiunto con la variante al Prg – per sua stessa ammissione – è stato invece sommerso dalle critiche dei cittadini. Critiche che saranno calate in una petizione popolare contro la cementificazione del parco le cui firme stanno per essere raccolte. Ovviamente anche la minoranza consiliare si appresta a cavalcare la tigre offerta così generosamente dalla maggioranza consiliare e vani sembrano i tentativi di giustificare il colpo di mano operato da chi ha dato il placet agli architetti e si sentono scuse del tipo: “La colpa non è nostra, il parco era già zona ‘B’…”.
La vicenda dei mascheroni apotropaici che, con le loro sinistre fattezze

Leggi ancora

Il castello di Bauso e le due gabbie sulle torri

Castello, 1997b

VILLAFRANCA TIRRENA – Trenta, trentacinque, forse sono anche di più gli anni che hanno visto i cancelli del castello di Bauso, a Villafranca Tirrena, sbarrati. Inutilmente: il paese per tutto questo tempo è stato privato del suo monumento più significativo. Un totem inavvicinabile: intere generazioni non lo hanno potuto vedere.

Leggi ancora

Quel dolce profumo di albicocche

La Piazza di Condrò
La Piazza di Condrò

CONDRO’ – Alla voce Condrò il numero degli abbonati del telefono non riesce a coprire neanche due colonne dell’elenco; le varie guide turistiche sulla Sicilia gli dedicano poche righe, più o meno così: “.. a Km. 32 da Messina, a m. 58 nell’entroterra del golfo di Milazzo, ai piedi dei Peloritani settentrionali, 600 abitanti, Condronesi. Fondata nel sec. XIV, fu feudo dei Bonfiglio (1421-1637) e dei Napoli (dal 1743).

Leggi ancora

Ex Pirelli, altri otto mesi di ossigeno, Gazzetta del Sud del 12/11/1997, pag.6 – autore: Francesco Venuto


Ex Pirelli, altri otto mesi di ossigeno

Ex Pirelli, altri otto mesi di ossigeno

Un’immagine perduta in cinquant’anni di alluvioni/ La storia di Bauso, oggi Villafranca Tirrena …(1989)

100_0076

VILLAFRANCA TIRRENA (Bauso) – autore Francesco Venuto, pubblicato su Affari del 25 febbraio 1989, pagina 4 – Dalla catena dei monti peloritani (..) si partono cento e più giogaie (…) le quali terminano in promontori, un tempo certamente bagnati dal mare, oggi non più perché, per i sollevamenti della terra e le dejezioni de`torrenti si è costituita alla loro base una lunga striscia di terreno pianeggiante, di cui si è impadronita la civiltà per coltivare a vigneti e giardini, fissarvi su la popolazione.
«Una di queste giogaie prossimamente a Messina. porta sull`ultima sella un mucchio di case, che furono e sono abitate dai vassalli del conte di Bauso. All’estremo del promontorio si eleva il castello feudale fabbricato quadro, i cui angoli sono tagliati da fortini, e la cresta coronata da merli». Il passo è tratto dalla Difesa della Provincia di Messina contro Pettini in corte di Cassazione, relazione del cavaliere Galifi-Coco, pubblicata nel 1890.
Bauso è oggi Villafranca Tirrena (il primo comune del Messinese procedendo verso Palermo). Il Pettini interessato è Francesco, riconosciuto nel 1873 conte di Bauso. che aveva mosso contro la Provincia una causa, protrattasi per lungo tempo, per aver subito danni ad un ampio giardino «di li- moni. di pesco e di altri frutti- durante l‘alluvione del 1863, a causa del cedimento dei muri d`argine fatti costruire dalla Provincia stessa.
Ripercorrere queste vecchie beghe d’interesse. riportare alla luce avvenimenti che erano cronaca del tempo e sono già storia, o meglio ·microstoria, 0ma che certamente dovettero appassionare l’opinione pubblica locale. sottolinea i radicali cambiamenti avvenuti nel volto del paese ad un secolo di distanza.  

Leggi ancora