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LA CASA GIREVOLE – Cento anni di vita a Buccelli Soprana

Avviso in premessa: tutto ciò che è pubblicato è frutto della sola immaginazione dell’autore (© Francesco Venuto 2018) e ogni riferimento a cose e/o a persone è puramente casuale. Quindi senza offesa per nessuno. Nessuno si aspetti un racconto di senso compiuto. E’ solo un pretesto per esercitare le dita sulla tastiera (per combattere l’artrosi galoppante) e, principalmente, è gratis. Commenti, insulti, suggerimenti  etc. sono comunque graditi. La storia viene aggiornata di tanto in tanto (quando ho tempo di trasferirla dalla testa alla carta). Quindi tornate pure a controllare per le novità.

 

Buccelli Soprana,un luogo magico nel cuore della Sicilia

Peccato che esista solo nella mente di don Firricieddu, l’ultimo “scarparo-filosofo” prima dell’avvento di Bata e Amazon

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Natalino che temeva la morte apparente

Natalino era una brava persona. Niente di che: un gran lavoratore, un discreto padre di famiglia e le altre solite cose che si dicono di una persona comune. Carusu non era più, ora che era quasi settantinu. Brav’uomo; ma Santu, mancu a parrari.

A dire il vero Natalino un po’ di nemici se li era fatti nel corso della sua vita. Incomprensioni e liti sul lavoro, con i vicini di casa, con i suoi fratelli e con chiunque gli mettesse i bastoni tra le gambe “E che è? Ci possiamo volere tutti bene?”, diceva a tal proposito.

Facendo le somme, a suo dire, aveva subito molti torti e tradimenti, molti dei quali lo avevano visto soccombere senza nemmeno accennare ad una possibile quanto comprensibile reazione. Stava attento a non oltrepassare un certo limite, forse perché la sua famiglia viveva solo del suo misero lavoro. “E io a queste cose ci penso”, ripeteva quando glielo chiedevano. Natalino, negli ultimi anni, sorprendendo tutti i suoi compaesani, assicurava la sua presenza a quasi tutte le cerimonie funebri che si svolgevano in quel pizzo di montagna dove viveva, ormai abitato quasi da soli anziani annoiati e rassegnati. In pratica non si perdeva un funerale, masculu o fimmina che fosse, giovane o vecchio.

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BERLINO, WORKSHOP SULL’ANTICORRUZIONE/ per il sud Italia selezionata studentessa di Messina

Gazzetta del Sud, articolo di Claudia Benassai
Economy Sicilia, autore Giovanni Megna

MESSINA – C’è anche una ragazza messinese (ed è l’unica meridionale) tra i cinque ragazzi italiani vincitori della borsa di studio di Riparte il Futuro per partecipare ad un workshop sull’anticorruzione che si terrà a Berlino.
Chiara Venuto, 20 anni, è una studentessa di terzo anno presso la facoltà di Mediazione Linguistica di Ragusa, e tra il 7 ed il 12 dicembre parteciperà ad un workshop realizzato grazie al programma Erasmus+ della Commissione Europea, e che vedrà la partecipazione di ragazzi provenienti da

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Scicli, la Chiesa di San Matteo restituita a cittadini e turisti.

Enzo Baglieri, l’ultimo mugnaio della Contea

photo by chiara venuto

MODICA (RG) – Non so se la definizione giusta è proprio quella di mugnaio. Enzo Baglieri è sicuramente figlio di un mondo che rischia di scomparire, ma che nei fatti resiste per volontà sua e del suo socio Filippo Vernuccio. Resiste grazie alle sue macchine secolari ma impeccabili, con i loro meccanismi perfetti, con le manovelle che sembrano costruite appena ieri da mani sapienti che si tramandavano l’arte di forgiare il metallo e di tornirlo in maniera sorprendente.

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XIV Settimana della Cultura, Castello di Bauso: la Soprintendenza di Messina illustra il programma dell’evento

VILLAFRANCA TIRRENA (ME) Castello di Bauso – ieri sera l’Arch. Lidia Signorino della Soprintendenza per i Beni Culturali di Messina ha illustrato nei dettagli il programma della XIV Settimana della Cultura al Castello di Bauso. Erano presenti i rappresentanti degli enti che hanno collaborato all’allestimento della mostra fuoco e fuoco, armi storiche, terrecotte di uso comune e abiti d’epoca. Di seguito il video integrale della manifestazione.

Giuseppe Pino, l’uomo che difese gli uliveti secolari di Rometta

ROMETTA – L’ulivo non è una sequoia, ci sali sopra e i suoi rami sembrano ribellarsi: pare che si lamentino scricchiolando come se fossero vuoti all’interno: Giuseppe Pino non è “Butterfly Hill”, non ha le sue lunghe gambe da modella né la delicatezza di una splendida ragazza americana.

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