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Castello di Bauso – XIII Settimana della Cultura/ Malanova quanto sono bravi!


CASTELLO DI BAUSO – XIII Settimana della Cultura – Partecipi alla creazione dell’evento, crei l’attesa, poi arriva il giorno del concerto e non sai cosa dire. Perché sono tante le cose da riportare e non sai da dove cominciare. Parlo del concerto dei Malanova, che si è tenuto ieri sera al Castello di Bauso, nell’ambito della XIII Settimana della Cultura. Una settimana che, come faceva notare qualcuno, è stata di nove giorni, nove giorni densi di musica e tante parole. La musica e le parole delle numerose formazioni che si sono alternate nel salone delle feste di quello che fu il palazzo nobiliare dei Cottone e dei Pettini. Un esperimento che ha restituito risultati inaspettati, nel bene e nel male, quindi un’ottima base sulla quale lavorare per il futuro. Le cose positive sono rappresentate dalla qualità dei concerti che, se lo desiderate, potrete rivedere nella rete, su youtube, digitando “fuoricronaca” come chiave di ricerca. Su fuoricronaca.it, invece, ci sono anche i resoconti che con molta fatica sono stati aggiornati quotidianamente. A costo zero, come tutta la manifestazione.

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Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: Antonino Fiumara, un giovane da non perdere di vista

CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME) Mentre scriviamo l’esibizione di Antonino Fiumara è ancora in corso, il salone delle feste del Castello di Bauso pieno come non si era mai visto in occasione di concerti dei musica classica. C’è stupore in sala per la bravura di questo ragazzo. Perché di un ragazzo si tratta. Antonino si è prestato per un un’intervista scherzosa,

ha stretto amicizia con gli altri ragazzi presenti in sala, ha chiesto di essere fotografato assieme a loro. Insomma un mondo che gira al contrario. Questo giovane, a parte la bravura di pianista, di musicista, ha qualcosa di particolare nel suo dna. Ha carisma, si muove bene e non ha i difetti di molti suoi coetanei quando accarezzano un po’ di successo.

Certe cose non passano inosservate: “L’esibizione di Antonino Fiumara è stata eccezionale, strabiliante, mozzafiato: se il ragazzo si è presentato come carismatico, affettuoso e simpatico, quando ha toccato il pianoforte si è perso nelle melodie ed ha fatto entrare nel suo universo anche il pubblico.
I grandi musicisti affermano che da come una persona suona si capisce tutto del suo carattere e del suo io. E noi ne abbiamo avuto la conferma questa sera: la profondità dell’animo e tutti i sentimenti nascosti in quel giovane sono usciti fuori commuovendo tutti i nostri cuori. La musica, in quel momento, non era quella composta da Bach o Listz: la musica era Antonino Fiumara, che a giudizio di alcuni sembrava addirittura “indemoniato”.. Era forse posseduto da un Dio a noi sconosciuto? Poiché nessun demone credo possa far provare a tutti noi sentimenti tanto straordinari”. Sono le parole di Chiara, una ragazzina di 13 anni, stasera anche lei tra il pubblico. Giovani e meno giovani conquistati dal talento messinese. A noi non resta che riversare il filmato del concerto e offrirvelo perché possiate giudicare, senza mediazioni di alcun genere. La rete permette anche questo.
(f.v.)

Deve confessarsi? Prenda il numero

VENETICO – “Deve confessarsi? Prenda il biglietto e si metta in coda”. Dopo aver risolto molti problemi nei supermercati e nei locali pubblici, dove si formano lunghe file di clienti che spesso litigano su chi è arrivato prima, “l’elimina code”, quel curioso aggeggio arancione che rilascia un talloncino numerato progressivamente, adesso è stato adottato anche dalla Chiesa cattolica. Probabilmente padre Romano, il parroco di Venetico Marina, sarà ricordato anche per aver istituito per primo questo utile strumento che, nella moderna chiesa del paese, costruita quasi al confine con il comune di Spadafora, è stato posto dietro il portone d’ingresso, davanti alla “Sala della riconciliazione”, il luogo dove i fedeli hanno modo di confessarsi.

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Vincenzo Astuto, il pittore dei poveri

mexina203

Vincenzo Astuto
Vincenzo Astuto

MESSINA – Vincenzo Astuto, di nome e di fatto, 81 anni, occhi celesti e mano ferma. “Analfabetico”, come si vanta di essere, ha fatto dell’immagine il suo abecedario, del carboncino e il pennello le migliori armi per comunicare attraverso un pezzo di carta.
In due minuti, cronometro puntato, traccia i tratti di uno dei suoi vecchietti con barba: seduto “supra u bisolu” oppure impegnato a mangiare un boccone. Nella sua casa di via Taormina, dove vive assieme al più piccolo dei suoi nove figli, (in totale, Agata Alibrandi, sua moglie gliene ha dati quindici, sei sono morti), spiccano, appesi alle pareti, alcuni quadri di grandi pittori; anche un Modigliani. Sono dei falsi d’autore, o meglio “d’Astuto”, il pittore dei poveri.

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