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XIV Settimana della Cultura, Castello di Bauso: il 19 concerto dei Kaloma

Kaloma

VILLAFRANCA TIRRENA (ME) Castello di Bauso – Giovedì 19 aprile nell’ambito delle manifestazioni inserite nella XIV Settimana della Cultura al Castello di Bauso, dopo le ore 19 saranno di scena i Kaloma.

I Kaloma (il nome, derivante dal greco, significa “corda”) suonano un genere musicale prettamente etno-folk. Il progetto Kaloma, sin dalla sua nascita (nell’estate 1996, per volontà di Nico Tringali, Giorgio Trifirò e Giovanni Pagano) si prefigge di ricercare e rivalutare la cultura e le tradizioni della Sicilia, utilizzando strumenti acustici (chitarra, mandolino, fisarmonica e percussioni). Le prime composizioni nascono nell’isola di Vulcano (ME), dove i tre si trovavano per lavoro. Da qui avranno origine i brani che faranno parte del promo Tracce Acustiche. Nel Dicembre 1996 partecipano ai festeggiamenti natalizi a Messina, andando a suonare nei borghi e nelle chiese le antiche “Novene Ottocentesche”, fortemente volute dopo 50 anni da Luciano Tringali (appassionato studioso di tradizioni popolari siciliane), e conseguendo gran consenso di critica.

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Il Castello difeso dai ragazzini / Ha mura arabe, strutture del ‘500: restaurato, subito abbandonato (1990)

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diapositiva della pagina del Giornale di Sicilia da cui è tratto questo servizio

VILLAFRANCA TIRRENA (Bauso) – 1 novembre 1990, pagina 26 (Il Reportage) Giornale di Sicilia – Restaurato e abbandonato, il castello di Villafranca Tirrena è tornato ad essere un ricovero per cani randagi, vandali e drogati. Spogliato delle statue, degli arazzi e di tutti quegli oggetti appartenuti alle famiglie Cottone e Pettini, oggi ha perso pure l’aria da vecchio maniero, assumendo un look da casa di campagna.
«Colpa del restauro», commentano i villafranchesi a lavori ultimati. Il «maquillage è giusto» ha replicato l’architett0 Paolini, allora soprintendente ai beni culturali di Catania. Gedo Campo, direttore della sezione beni architettonici della Soprintendenza di Messina preferisce non pronunciarsi sul lavoro degli altri, ma promette che i futuri interventi di restauro tenderanno ad ammorbidire l’impatto con l’immagine del monumento. «Restauri che speriamo – continua l’architetto Campo-  possano essere inseriti nei programmi dell’anno prossimo. Intanto tra qualche mese dovrebbe essere assegnato all’edificio un custode portiere che provveda costantemente al presidio e alla salvaguardia della struttura».

L'architetto Gesualdo Campo, oggi Dirigente Generale dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana
L'architetto Gesualdo Campo, oggi Dirigente Generale dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana

Oggi, visitare il castello di Bauso (si chiamava così Villafranca una volta) non è difficile: basta recarsi all’ingresso principale, superare il cancello che è sempre aperto e avviarsi in un corridoio con l’erba talmente alta da essere attraversata con difficoltà. I Custodi del Castello sono dei ragazzini che si divertono ad ascoltare l’eco delle loro voci negli stanzoni vuoti della costruzione centrale centrale che era la residenza del conte di Bauso.

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