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Migranti, l’isola che c’è

POZZALLO – C’è un’isola che esiste e funziona come un orologio svizzero, tanto che «bisognerebbe esportare nel resto d’Italia il “Sistema Sicilia”». Lo dice il Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, parlando dell’organizzazione per l’accoglienza dei migranti.

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Moto, questa sì che è Bella

SANTA LUCIA DEbellaL MELA – L’ultimo successo in ordine di tempo: la giuria del “Custombike-Show 2014”, un evento che si svolge in Germania e ospita costruttori di motociclette provenienti da tutto il mondo, gli ha assegnato, domenica scorsa, il premio per la Best Engineering. 300 costruttori, 800 moto esposte, un giro d’affari da paura, i complimenti arrivati su Facebook da tutto il mondo. Eppure questo ennesimo attestato di bravura e capacità ingegneristica è sembrato nulla rispetto al terzo posto ottenuto a Colonia, sempre in Germania, meno di due mesi fa, all’“AMD World Championship of Custom Bike Building”. Sono le ultime conferme professionali per un uomo di cinquantaquattro anni nato e vissuto da sempre a Santa Lucia del Mela. Si chiama Francesco Bella. E Bella è un cognome ben noto in paese perché il suo mestiere, in principio, era rappresentato dalla serena continuità dell’attività familiare: Francesco Bella è infatti un macellaio; o meglio, lo era sino a quando ha dato una prima svolta alla sua vita. Ha iniziato così a maneggiare arnesi da meccanico e sagomatrici per la lamiera quando ha deciso di costruire macchine tritacarni per l’industria alimentare nella sua piccola officina di Santa Lucia del Mela. Poi, un paio di anni fa, quasi per una scommessa, inizia a modificare vecchie moto trasformandole in “Chopper,” “Cafè Racer” e “Special”. Le sue realizzazioni piacciono e probabilmente sino ad un certo punto non portano nulla di nuovo nel panorama motociclistico, anche se tra le prime realizzazioni ce n’è una davvero curiosa:

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Castello di Bauso – XIII Settimana della Cultura/ Malanova quanto sono bravi!


CASTELLO DI BAUSO – XIII Settimana della Cultura – Partecipi alla creazione dell’evento, crei l’attesa, poi arriva il giorno del concerto e non sai cosa dire. Perché sono tante le cose da riportare e non sai da dove cominciare. Parlo del concerto dei Malanova, che si è tenuto ieri sera al Castello di Bauso, nell’ambito della XIII Settimana della Cultura. Una settimana che, come faceva notare qualcuno, è stata di nove giorni, nove giorni densi di musica e tante parole. La musica e le parole delle numerose formazioni che si sono alternate nel salone delle feste di quello che fu il palazzo nobiliare dei Cottone e dei Pettini. Un esperimento che ha restituito risultati inaspettati, nel bene e nel male, quindi un’ottima base sulla quale lavorare per il futuro. Le cose positive sono rappresentate dalla qualità dei concerti che, se lo desiderate, potrete rivedere nella rete, su youtube, digitando “fuoricronaca” come chiave di ricerca. Su fuoricronaca.it, invece, ci sono anche i resoconti che con molta fatica sono stati aggiornati quotidianamente. A costo zero, come tutta la manifestazione.

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Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: stasera le percussioni multietniche di Ritmo Live, domani il tanto atteso Ulfo duo

CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME)
Serata frizzante tra poco al castello di Bauso. La scena sarà tutta per il gruppo multietnico Ritmo Live. L’appuntamento è per domani sera, invece, per vedere dal vivo gli Ulfo Due, due musicisti villafranchesi, padre e figlio, tornati dall’Olanda proprio di recente.
Il gruppo Ritmo Live nasce nel 2010 come qualificante e concreto momento artistico dei contenuti e delle esperienza collezionate durante il corso “La didattica del ritmo e body percussion”. Direttore artistico, nonché ideatrice e docente dello stesso percorso didattico-formativo, è Maria Grazia Armaleo. Ritmo Live si propone di esplorare e sperimentare con originalità l’emozione ritmica rivalutando canali di comunicazione spesso trascurati o non conosciuti. Finalità primaria liberare la creatività.

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Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: l’identità siciliana nella musica dei Sikè

CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME) E’ stata la serata dei Sikè, della musica etnika, dell’Identità siciliana. Di un bravo autore, Giorgio Trifirò, nato in quella Valle del Mela che sta facendo scuola, sfornando veri talenti musicali. Questo è il video della serata:

Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: doppio spettacolo con Gaudì Clarinet Trio e Sikè

CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME) Doppio appuntamento musicale stasera al castello di Bauso, nell’ambito della XIII settimana della Cultura: nel salone delle feste si esibiranno il Gaudì Clarinet Trio Sikè.

Ecco le biografie degli artisti di stasera:

Il “Gaudì Clarinet Trio” è una formazione musicale nata diversi anni fa dall’impegno e la passione di tre studenti del Conservatorio A. Corelli di Messina: Giuliana Nicotra, Marta Arcodia e Lucio Brancati, tutti allievi del M° Carmelo Crisafulli, che negli anni ha fornito e fornisce un prezioso contributo alla loro formazione artistica. Il loro percorso di studi ha previsto e prevede ad oggi la partecipazione a masterclass estive di perfezionamento nazionali ed internazionali (come il MusicaRiva Festival), stage e campus, diretti da Maestri di fama internazionale quali il M° Calogero Palermo (clarinetto co-principal dell’Orchestre National de France e 1° clarinetto dell’Opera di Roma) ed Enrico Maria Baroni (1° clarinetto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai). I membri del trio si sono affermati in alcuni prestigiosi concorsi nazionali (Concorso “Città Metropolitana di Reggio Calabria” e Concorso “Città di Barcellona P.G.”) e internazionali (Concorso “Saverio Mercadante”). Hanno inoltre ricoperto e ricoprono i ruoli di 1° clarinetto e clarinetto basso solista presso l’Orchestra Sinfonica e l’Orchestra Fiati del Conservatorio A. Corelli di Messina, esibendosi nelle maggiori sale da concerto e teatri della città per varie società concertistiche. Sono stati diretti da maestri quali Lino Blanchod e Antonino Fogliani e hanno collaborato con solisti quali Ivano Buat (1° tromba solista del Teatro Regio di Torino). Ricordiamo anche l’idoneità ottenuta alle audizioni per l’Orchestra Nazionale dei Conservatori per i ruoli di clarinetto e clarinetto basso. Il trio si esibisce regolarmente in città e provincia, riscuotendo ovunque largo consenso di pubblico.

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Sikè – Musica mediterranea e ricerca delle tradizioni popolari –

Il progetto Sikè nasce dall’incontro fra musicisti di formazione classica, popolare, jazz e da un’attenta e minuziosa ricerca sulle tradizioni popolari della Sicilia.
Le nostre ricerche spaziano dalle antiche banniate (grida di venditori ambulanti) ai suoni di reminescenza arabo-spagnola, ai canti e alle litanie dello stretto. La nostra musica è prettamente acustica ed eseguita con strumenti come il mandolino, la chitarra, il contrabbasso, i flauti, la tromba e le percussioni. I testi sono scritti in dialetto ed in particolare vengono utilizzate parole dell’antico vernacolo siciliano.
La formazione conta di sei elementi:
Giorgio Trifirò autore e voce leader
Alessandro Adornetto fisarmonicista
Nico Isgrò alla chitarra
Giovanni Ragno ai flauti e al clarinetto
Dario Calamera alle percussioni
Salvo La Rosa contrabbasso e basso elettrico
Porta avanti un progetto culturale chiamato “Emigranti ‘ntà me terra” che ha trovato nella pubblicazione del primo CD “’O Cuncè” il naturale compimento. Presentato nella splendida cornice di Castroreale alla manifestazione Suoni del Sud (2008), il CD ospita la voce storica dei Kunsertu Picco Barile nella fantastica ballata “C’era nù paisi” e il trio Encanto nel brano “Mi manchi tu”.
Dentro il solco della musica mediterranea i Sikè intrecciano suoni e ritmi a simboleggiare quello che è la natura della propria terra, senza disdegnare quella sperimentazione vitale per dare uno sguardo intelligente al futuro che ci attende volendo indicare metaforicamente un percorso da intraprendere per questa terra verso un futuro prospero di meravigliose sorprese..
Numerose sono state le esibizioni live nelle città e nei locali della provincia di Messina e non solo (Fondachello Valdina, Milazzo, Castroreale “Parco Jalari”, Melia di Sicilia) e le partecipazioni ai festival etnici (riscuotendo sempre notevole consenso): da ricordare, nel 2008 l’esibizione a Teramo per la Rassegna di Musica, Danza e Canto popolare e la partecipazione al 32° incontro di Folklore Internazionale di Penna Sant’Andrea; nel 2010 la partecipazione alle Selezioni per il Sud Italia del concorso nazionale “Suonare a Folkest”.

Castello di Bauso, XIII Settimana della cultura: di scena l’Orchestra da Camera Peloritana

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CASTELLO DI BAUSO – (Villafranca Tirrena – ME) Stanno effettuando le prove i giovani orchestrali del Gruppo da Camera Peloritano che stasera, alle ore 19, si esibiranno nel salone delle feste del Castello di Bauso.

L’orchestra da Camera Peloritana nasce nel 2007 grazie all’impegno e alla dedizione del M° Francesco Carlo Magistri che, in qualità di titolare della cattedra di Violino presso il Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina, da oltre vent’anni cresce e forma promettenti violinisti.

Sempre nel 2007, l’orchestra ha esordito al Teatro “Parioli” di Roma, sotto la guida del M° Giuseppe Ratti, con lo spettacolo-tributo “Katia Ricciarelli e Salvo Bruno cantano Freddy Mercury” ricevendo grandi consensi di pubblico e di critica e replicando ben otto volte.

Già da qualche anno è stato intrapreso un viaggio musicale attraverso il vasto ed accattivante repertorio del Barocco Italiano ed Europeo, con particolare attenzione verso Antonio Vivaldi e la forma del Concerto per Violino e Orchestra, in cui i talentuosi elementi dell’Orchestra possono dare prova, in prima persona, della loro perizia e sensibilità artistica.

L’Orchestra da Camera Peloritana è formata da giovani strumentisti, cresciuti nella classe del M°Magistri, alcuni dei quali già vincitori di concorsi nazionali ed internazionali

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Sulle Orme dei Basiliani/Ritratto di Fra’ Alessio Cappuccio

Autore Francesco Venuto, pubblicato su centonove nel 2005 e i precedenti sul Giornale di Sicilia anni ’90

“I messinesi prima dell’invasione dei Saraceni erano greci di rito e di lingua”, riporta Caio Domenico Gallo nei suoi Annali della Città di Messina.

Santa Lucia del Mela – Da Mandanici a Santa Lucia del Mela sulle orme dei “basiliani”. Abbiamo rintracciato il vero e legittimo erede della tradizione monastica bizantina di ispirazione italo-greca. E’ Fra’ Alessio, ha 48 anni, è figlio di un noto professionista di Messina e vive da eremita sulle alture di Santa Lucia del Mela.

Cronache dalla Magna Grecia

Le polemiche per la concessione dei monasteri di Mandanici e San Filippo di Fragalà ai monaci greco-ortodossi del monte Athos aumentano di giorno in giorno, ma non mancano i difensori di quei religiosi che sembrano proiettati alla “riconquista” della Magna Grecia. L’impressione è che la Sicilia, e Messina in particolare, stia dimostrando di non essere pronta a regolare i conti con il proprio passato. Un passato che è stato inequivocabilmente anche greco: in particolare dal secolo VIII, sino ai Normanni, l’isola e la Calabria erano sotto la dominazione bizantina e la giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato di Costantinopoli. << I messinesi prima dell’invasione dei Saraceni erano greci di Rito e di Lingua>>, riporta Caio Domenico Gallo nei suoi annali della Città di Messina.

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Il castello di Bauso e le due gabbie sulle torri

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VILLAFRANCA TIRRENA – Trenta, trentacinque, forse sono anche di più gli anni che hanno visto i cancelli del castello di Bauso, a Villafranca Tirrena, sbarrati. Inutilmente: il paese per tutto questo tempo è stato privato del suo monumento più significativo. Un totem inavvicinabile: intere generazioni non lo hanno potuto vedere.

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John e Peppino, i due Bonica di Filicudi

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peppino bonicaFILICUDI – Peppino era nato nel 1907, John dieci anni dopo. Peppino era rimasto a Filicudi, andando via solo quando, ormai ottantenne, ha dovuto seguire il figlio a Messina. Qui è morto nel 1999. John se ne era andato 5 anni prima, nella sua casa americana: la penna ancora in mano e gli appunti sulle sue ultime ricerche sparsi sulla scrivania.

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