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Lei ingegnere, lui artigiano. Nasce così a Modica la Plinca Home. Che conquista con lo stile e i colori. Se l’impresa nasce… seduta

Le sedie vaiopinte di Plinca Home

MODICA (RG) Il debutto di Simona Incatasciato e Massimo Pluchino con un concorso per appassionati di design. La presentazione a MIlano dà il via ad una filosofia che rivoluziona gli ambienti dal nome “Plinca Home”. Puntando tutto sul restyling.

Non è solo una questione di stile, la rivoluzione sta nel colore. Così un oggetto ben conosciuto ed affidabile come la classica sedia siciliana a Modica ha trovato nuova vita e sbocchi di mercato impensabili nell’era IKEA. E tutto a prezzi “democratici”.

Plinca Home e le “mani d’oro” di Massimo Pluchino

L’esperimento è frutto della collaborazione tra Simona Incatasciato, che di mestiere fa l’ingegnere, e un artigiano dalle “mani d’oro”, Massimo Pluchino. È iniziato tutto nel 2011, quando i due – già allora appassionati di interior design – si sono imbattuti in un concorso per giovani talenti indetto da un’azienda di sedie.

Bisognava progettare una seduta. «Avremmo voluto partecipare – racconta Simona Incatasciato – ma l’immediata scadenza del bando non ce l’ha permesso: l’idea però ci aveva ispirati, e così abbiamo deciso di provarci lo stesso». Nasce così la loro prima creazione, ‘Poltrona N°1’, il cui modello è stato realizzato unendo con colle e resine dei pannelli di polistirene espanso (materiale solitamente utilizzato in edilizia per l’isolamento termico), e presentata dopo due anni al Fuorisalone di Milano. È cambiato tutto quando al design è stato unito il colore, con un rivestimento in tessuto variopinto che ha fatto comprendere ai due giovani quale fosse la strada da seguire. «Io per lavoro conosco programmi come AutoCAD, mentre Massimo è un artigiano del legno – continua l’ingegnere Incatasciato – in poche parole mente e braccio: da allora siamo diventati Plinca Home, che nel tempo più che un’impresa è diventato uno stile».

Le caratteristiche delle sedie Plinca Home

Le sedie Plinca Home, infatti, sono quasi un’interpretazione espressionistica della realtà: «i tessuti dell’imbottitura sono caratterizzati da toni e contrasti audaci, spesso ripresi in vari modi dalla verniciatura (atossica) del legno – spiega Pluchino – e sta proprio nella costante ricerca del nuovo e dell’originale la maggiore difficoltà tecnica del nostro lavoro». Tanto che molti inizialmente pensavano che Plinca Home trattasse mobili per bambini. «Siamo così abituati a vedere un arredamento grigio e smorto da credere che i colori siano solo per le stanzette dei nostri figli – fa notare Incatasciato – ma noi la pensiamo diversamente: abbiamo ripreso la classica sedia siciliana e vi abbiamo tolto l’impagliatura ed i colori spenti, in un restyling che però vuole recuperare proprio le tonalità dei nostri paesaggi».

Parola d’ordine: restyling

Ed il restyling, così come il riciclo, non è limitato alle sedute ma anche a mobili antichi, talvolta strappati proprio alla discarica. Del resto non è una novità: già dopo l’industrializzazione ottocentesca si era sentito il bisogno di contrapporsi alla divinizzazione dell’utile (a scapito del bello), lotta che poi ha preso la forma del movimento degli Arts & Crafts, “arti e mestieri”. Anche questa è una rivoluzione “colta”, che sfrutta però i nuovi canali di diffusione dei prodotti.

«La nostra sedia più economica costa ottantacinque euro perché noi crediamo che bisogna proporre prezzi democratici, al di là della situazione economica attuale, anche perché il nostro obiettivo rimane quello di farci conoscere da un pubblico più vasto. – ci dice Simona Incatasciato – I nostri contatti principali li abbiamo incontrati al Fuorisalone nel 2013. Ad agosto di quest’anno abbiamo partecipato, insieme all’associazione PopUp Market di Catania, ad un’edizione tutta siciliana dello Spitalfields Market di Londra, dove abbiamo fatto tutto esaurito». Non c’è un’esposizione nel senso tradizionale del termine: la maggior parte dei prodotti è venduta online (“Plinca” spedisce ovunque) o durante le fiere di settore.

Eppure la sedia, che è la prima cosa che si offre all’ospite, è diventata la protagonista di alcune case vacanza arredate “Plinca”, di proprietà del duo Incatasciato-Pluchino, compagni anche nella vita. Vecchie abitazioni del centro storico di Modica, con una lunga storia alle spalle – belle, affascinanti, ma avvolte nella nube grigia di un “vecchio” standard abitativo, si sono illuminate grazie alla reinterpretazione di questi imprenditori, diventando di fatto la migliore espressione di atelier per i propri prodotti. Sorride Massimo Pluchino: «Io ho sempre costruito parquet, può cambiare l’essenza, la qualità del legno e la maniera in cui viene montato, ma la sostanza è sempre quella. Con “Plinca Home” ho imparato a vedere gli oggetti sotto una luce diversa, e la cosa mi diverte molto anche dal punto di vista professionale».

Chiara Venuto, pubblicato per la prima volta su centonove Numero 22 del  15 OTTOBRE 2015

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