Quindici favole irlandesi e un po’ mediterranee scovate dal messinese Longo

MESSINA– (fv) Dalla Sicilia all’Irlanda alla ricerca delle favole perdute. I magnifici racconti di Hibernia (Gribbaudo editore, Cavaller-maggiore, 1992) è una raccolta di leggende irlandesi tratte da un manoscritto della fine del Diciassettesimo secolo. In Italia sono arrivate grazie alla traduzione del messinese Santi Longo, 29 anni, docente di Lingue, che le ha scoperte per caso nella cattolicissima Irlanda, «Paese che non è mai stato conquistato dai Romani», come si evidenzia nel risvolto di copertina.

«La traduzione dall’originale gaelico mantiene fedelmente l’impostazione originale del manoscritto, in cui presumibilmente sono state riportate per la prima volta le fonti orali», afferma Longo. Anche per questo lo stile narrativo delle quindici fiabe pubblicate da Gribbaudo non è univoco, senza peraltro disturbarne la lettura.

Ciò che sorprende, però, è la mediterraneità dei racconti che, nonostante siano un fatto intimo dell’Irlanda, popolo che ancora oggi resiste all’influenza anglosassone, svelano alcuni elementi di forte somiglianzà con le leggende nate a una latitudine molto diversa. Una tesi che trova conferma nel simbolismo, nella saggezza, nel senso mistico e nella rassegnazione che si alternano in «L’eremita diventato pellegrino», «I tre conigli», «L’apprendista ladro» e nelle altre dodici fiabe pubblicate nel volumetto. Tutti racconti semplici che hanno per fine una morale stupefacente per genuinità, ma geniale per lo scopo che aveva fatto confezionare la leggenda.
Franco Venuto
Giornale di Sicilia, pagina 27 (edizione Messina)