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Alicudi, il sogno chiamato teleferica

ALICUDI – Gli alicudari hanno un sogno nel cassetto: si chiama “teleferica” e consentirebbe loro di vivere l’isola più “comodamente” e per tutto l’arco della loro vita.

La vecchiaia pone un serio limite alla vita normale sull’isola

Sono tante le persone che, quando le forze si esauriscono o subentrano problemi alle gambe, restano praticamente prigioniere della loro casa, del loro terrazzamento. Chi non conosce Alicudi, chi non si è armato di coraggio, anche solo per turismo, e ha deciso di affrontare una delle ripide scalinate che portano alle case in alto, non è in grado di capire questa sorta di quotidiana sofferenza che gli abitanti imparano ad accettare sin da piccoli modellando il loro corpo nello sforzo di raggiungere la propria abitazione.

Un progetto ecosostenibile

«Gli alicudari non chiedono una teleferica come si può subito immaginare: cioè con tanto di pali e dal grande impatto ambientale – afferma Giovanna Mannino, presidente dell’associazione Amici di Alicudi (per l’occasione parla a titolo personale) – Alcuni esperti, tra cui un ingegnere che è in grado di redigere il progetto, pensano che una soluzione potrebbe essere una monorotaia che dal porto si inerpica sulla montagna. Una struttura ben mimetizzata, dal costo che è stato quantificato in via approssimativa in circa sei sette miliardi di lire, che potrebbe portare due benefici. Il primo -continua Giovanna Mannino – è quello di permettere di collegare con facilità tutta l’isola; l’altro beneficio è quello che, essendo presente un mezzo di locomozione efficiente ed ecologico (a trazione elettrica), non vi sarebbe più alcun motivo per pensare alla costruzione di strade carrabili in futuro».

La “teleferica” ha qualche speranza di poter essere realizzata?

«Guardi, è un’opera che mette d’accordo tutti qui sull’isola. Ha tutte le caratteristiche per non deturpare l’ambiente. Potrebbe essere oggetto di finanziamenti europei se inserita subito nei programmi del comune di Lipari. Io stessa ho chiesto al sindaco Giacomantonio di inserire questo progetto nel piano triennale delle opere pubbliche. Porterebbe anche nuovi posti di lavoro per gestione e manutenzione. Vedremo cosa accadrà».
Francesco Venuto

Pubblicato per la prima volta on 22-04-2001