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La città dei progetti di carta

Giornale di Sicilia

MESSINA – Tredici anni fa veniva sottoposto al vaglio della giunta comunale il progetto esecutivo per la realizzazione di un tanto atteso «palazzo della Cultura». Qualche tempo dopo ebbero inizio i lavori. Oggi il «palazzo della Cultura» è uno dei tanti progetti rimasti sulla carta: i lavori, nel corso dei quali sono venuti alla luce reperti archeologici, si sono fermati allo stato embrionale e l’impresa Garaffo di Catania, che avrebbe dovuto eseguirli, ha dichiarato fallimento. Sui motivi del forfait i pareri sono discordanti, ma è certo che la ditta in questione ha praticato un eccessivo ribasso per aggiudicarsi la gara d’appalto: una consuetudine che fa mugugnare gli stessi ambienti imprenditoriali dello Stretto.

Comunque, l’ottimismo è ancora di casa a Palazzo Zanca e, in attesa della «risoluzione amministrativa» (questa è la dicitura nella prassi burocratica) si assicura che il progetto «palazzo della Cultura» verrà portato avanti. Se, allo stato attuale, la cultura può attendere, altri servizi di pubblica utilità mancano ancora all’appello. È il i caso di un avveniristico parcheggio silos che sarebbe dovuto sorgere in via Cavallotti, e per il quale si attendono i tanto invocati finanziamenti; del mercato di piazza Casa Pia, accantonato in favore della ristrutturazione di quello di Muricello.

Per restare in tema di mercati, è fermo pure il polo commerciale di Tremestieri, dove doveva sorgere un centro annonario, per problemi di programmazione e di urbanistica. Appare invece ai blocchi di partenza il progetto del secondo palazzo degli uffici di via La Farina, un intero piano sarà occupato dagli uffici dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Mentre si discute giornalmente del problema della viabilità e dell’inadeguatezza dei servizi pubblici di trasporto, l’Atm vede ancora incompiuti i lavori per gli impianti fissi di via La Farina. Non hanno mai avuto seguito, invece, le c tante proposte periodicamente divulgate magari avallate dall’assessore di turno: è il caso del sottopassaggio a piazza Cairoli, un’ipotesi lanciata esattamente un anno fa da Aldo Paratore, consigliere democristiano, che sembrava aver incontro il favore di alcuni componenti della giunta comunale.

Un discorso a parte meritano gli asili nido, come quello che doveva sorgere a Fondo De Pasquale di rione Giostra, dove oggi, al posto dei bambini, si allevano puledri nell’area in questione. Anche in questo caso pare che il problema maggiore siano state le baracche presenti nella zona. Un’attenuante o il ricorrente riproporsi di una questione ormai storica?

Se qualcuno avverte che il degrado a San Filippo Superiore cresce proporzionalmente all’imminenza della costruzione del nuovo campo sportivo, al Comune si fa notare che tutte le baracche esistenti sul territorio sono state censite da tempo. Messina ha tutt’oggi allo studio progetti enormi ed è opinione diffusa che nei prossimi due mesi si giocherà il futuro. E un ruolo determinante sarà svolto dalla fattibilità del secondo approdo.

Per quanto riguarda i complessi di pubblica utilità, la parola d’ordine sembra essere al momento: decentrare. Ma questo funzionalissimo proposito non può colpire nel mucchio e, nella fattispecie, qualche progetto già in via di attuazione sarebbe il caso che restasse incompiuto. Le polemiche di questi giorni sul trasferimento della Biblioteca regionale all’Annunziata insegnano. Si vorrebbe allontanare dal cuore della città il centro della cultura.

21 gennaio 1990 – Francesco Venuto