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XIV Settimana della Cultura, Castello di Bauso: sul palco i Sarva la Pezza e il cantautore siculo-canadese Tony Stracuzzi

VILLAFRANCA TIRRENA (ME) Castello di Bauso – Lunedì 16 aprile, nell’ambito delle manifestazioni inserite nella XIV Settimana della Cultura al Castello di Bauso, dopo le ore 19 saranno di scena il cantautore siculo-canadese Tony Stracuzzi e i Sarva la Pezza.

Tony Stracuzzi, che aprirà la serata musicale nel ruolo di ospite d’onore, racconterà, tra le altre cose, la sua storia di emigrante partito da

Santa Lucia del Mela, in provincia di Messina, all’età di 20 anni. “Non volevo fare il servizio militare, ho sempre pensato che fosse tempo perso… “, racconta oggi, raggiunto telefonicamente nella casa dove abitava da ragazzo. Del resto anche il suo paesino gli stava stretto, tanto che a quattordici anni era già a Milano, dove studiava musica con un noto maestro di origini napoletane e si manteneva lavorando in un ristorante. Il suo incontro con la chitarra, invece, è nella piena tradizione siciliana: “Da ragazzino chiesi al barbiere del paese – continua Stracuzzi – di prestarmi la sua chitarra (i barbieri in Sicilia erano anche abili suonatori di chitarra e mandolino, ndr); me ne innamorai perdutamente”.

In Canada, a Niagara Falls, Stracuzzi ha continuato a mantenersi lavorando nell’edilizia per alimentare la sua arte di musicista. Attività che lo ha portato molto presto ad incidere un primo disco dedicato agli emigranti, alla comunità italiana di cui ben presto sarebbe diventato un idolo. Poi l’incontro con Joseph Raffa, un poeta e musicista professionista originario anch’egli di una frazione di Santa Lucia del Mela, ma residente in Canada. Raffa gli fece leggere un suo testo, “La mia storia”, la storia di un emigrante, ovviamente. Stracuzzi decise di inciderla, stavolta con una casa discografica di una certa importanza e con un produttore alle spalle. Oggi, a distanza di tanti anni, l’ascolto superficiale di canzoni come “E pensando a mia madre” o “La mia storia”, cavalli di battaglia di Tony Stracuzzi, può anche far storcere il naso. Erano troppo sentimentali già negli anni Settanta, quando un agente della casa discografica italiana Ricordi lo individuò come un possibile nuovo Mino Reitano. Il punto è che Tony Stracuzzi non viveva più la realtà del Bel Paese, e cantava il dolore degli italiani, dei siciliani, che avevano lasciato lo stivale non certo per motivi turistici. Quindi un punto di vista e un pubblico totalmente diversi da quelli della madrepatria, ormai drogata dal boom economico e con le orecchie rivolte alle novità musicali che arrivavano dall’America e dall’Inghilterra. Questo è stato il Tony Stracuzzi giovane, suonatore di chitarra e consolatore di intere generazioni di italiani all’estero. L’altro Stracuzzi, quello dell’età matura, è il musicista che apre i concerti in Canada di cantanti italiani come Gianni Morandi, di cui non conserva però un buon ricordo, e di tanti altri passati dal Canada e che se lo sono ritrovati davanti nelle loro serate all’estero. E poi le soddisfazioni di una lunga carriera, la partecipazione a festivals musicali organizzati in tutto il mondo e che lo hanno portato anche a dividere la sua vita tra il Canada e il Brasile, terra dove ha comprato una casa al mare e dove vive e lavora per buona parte dell’anno. Adesso il suo mestiere di musicista si è trasformato in quello di organizzatore di spettacoli musicali di caratura internazionale. In particolare, organizza “The Farmer festival”, il festival del contadino: si tratta di un evento culturale che si ripete ogni anno e vede la partecipazione di musicisti affermati e giovani promesse. Una formula che Stracuzzi vuole esportare anche in Italia. E già ci sta lavorando. La musica è cultura, questo Tony Stracuzzi lo sa bene, ed ha accettato di partecipare alla serata di lunedì della XIV Settimana della Cultura al Castello di Bauso con lo stesso entusiasmo di quel ragazzino di Santa Lucia del Mela che un giorno decise di partire con la sua chitarra e una valigia piena di sogni, forse quasi tutti realizzati.

I Sarva La Pezza

Il gruppo dei Sarva la Pezza nasce nel 2010 dal desiderio di promuovere il recupero delle tradizioni culturali siciliane attraverso la musica popolare. A costituirlo sono alcuni musicisti de “Il melograno”, gruppo folk sorto alla fine degli anni ’70 a Saponara e apprezzato in tutto il Messinese. E’ proprio a Saponara che i Sarva la Pezza esordiscono il 12 giugno del 2010, per poi animare le piazze della provincia soprattutto durante la stagione estiva. Partecipano al Festival della Musica a Messina e dal 28 al 31 luglio 2010 si esibiscono a Teramo, nell’ambito della Rassegna Internazionale di Musica e Canto Popolare.
La band, costituita da Santino Patti e dai fratelli Ugo e Renato Venuti alle chitarre, da Gianni Calabrò al basso, Ciccio Vinci alla fisarmonica, Gaspare Bertino alla voce e Davide “Dado” Campagna alle percussioni, è vivace interprete del sound tradizionale siciliano, ma si cimenta anche in performance più originali, che vedono fondersi in inediti arrangiamenti le sonorità del tamburello e della fisarmonica con quelle esotiche di strumenti provenienti dall’India e dai Paesi dell’America Latina.

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