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Donne e Burka: le occidentali nel mirino degli integralisti. Dalle “due Simone” a Giuliana Sgrena fino a Clementina Cantoni.

PALERMO – E’ grave, preoccupante e drammaticamente vero: le donne occidentali sono nel mirino degli integralisti islamici. Molto più che le altre europee, le italiane. Perchè? Ipotesi scomode e realtà poco conosciute. Cosa sta dietro a questa sfilza di sequestri?

Le “due Simone” – volontarie – ( ormai nel mondo sono conosciute così, come due sorelline siamesi inscindibili, nda), Giuliana Sgrena – giornalista- Clementina Cantoni – operatrice sociale.
Rapite.
Dagli integralisti islamici.
Se per la Sgrena si può ipotizzare che fosse “scomoda” visto che gestiva il quinto potere tanto deleterio per l’integralismo, per le volontarie in missione umanitaria di pace e di sostegno alla popolazione femminile dei paesi sventrati dal conflitto questo pretesto non vale.
Non vale a dire il vero neppure per Giuliana Sgrena : ma a fare i giornalisti in zone di guerra ci si espone sempre e, che lo si voglia o no, si da fastidio.

Fiato sospeso per le due Simone: liberate in modo strano, sommesso, fin troppo silenzioso. Ed il silenzio, qualche volta, produce un’onda d’urto di gran lunga superiore a quella di un ordigno al Napalm.
Giuliana Sgrena : liberata in circostanze rocambolesche nelle quali un uomo di grande spessore personale e professionale ci ha rimesso la vita, Nicola Calipari, freddato dai “suoi”: dagli alleati americani.
Perchè?
Mille discrepanze sulle circostanze immediatamente antecedenti al passaggio di quell’auto e governi in grave imbarazzo: “Sorry” non basta a nessuno. Non dovrebbe bastare neppure alle diplomazie internazionali.
Giuliana Sgrena torna a casa provata, avvizzita a gravemente ferita; ma viva. Nicola Calipari, uomo di ferro, muore: perchè muore resta un mistero fin troppo ingarbugliato.
Un incidente conveniente? Unìesecuzione pianificata? Un uomo scomodo da far tacere? Nessuno lo sa ma molti lo temono. Un incidente e basta? In quel caso i rapporti tra i governi dovrebbero essere tesi fino allo spasimo: e invece no.
Ma di Giuliana Sgrena e della fine di Nicola Calipari è inutile dissertare qui: lo fanno già nelle “stanze dei bottoni” gli uomini che contano.
Qui parliamo di Clementina Cantoni: viso magro, occhi da cerbiatta, espressione dolce pur nel terrore dei due mitra spianati contro di lei.
Parliamo delle volontarie: delle operatrici del sociale che si adoperano per portare alle “teste nere” ( così gli uomini definiscono le donne coperte dal burka, nda) un po’ di conforto e di sollievo sulle piaghe purulente della guerra.
Eppure vengono rapite : prevalentemente le italiane.
Che rapporti corrono tra l’ Iraq ed il governo italiano?
Cosa si aspettano gli integralisti dagli italiani?
Anche questi segreti sono gestiti nelle stanze dei bottoni.
Io invece vi racconto una storia che ha dell’incredibile : premetto che non ho avuto il tempo di verificare la veridicità degli accadimenti, ma dall’enfasi e dalla costernazione di chi me lo ha narrato suppongo che sia tutto vero. E se lo è , è davvero preoccupante.
Ero su un taxi nella città di Torino. Inevitabilmente, visto il mio accento meridionale che poco si attaglia al mio aspetto nordico, il discorso cade sui ” terroni” , sulla Lega Nord e sul razzismo endogeno latente in molti italiani.
Il conducente di taxi in questione ( una delle persone più squisite che io abbia conosciuto, nda) mi confessò di non essere razzista ma di essere insofferente rispetto agli accattoni e terrorizzato dagli islamici. Per causa di un islamico a lui pendeva sul capo un procedimento penale con l’accusa di razzismo.
Il fatto raccontato era più o meno questo: lui carica una famiglia di islamici. Marito, moglie e un paio di figli.
L’uomo siede davanti accanto al conducente che a sua volta indossa un filo di caucciù intorno al collo con un crocifisso di metallo ( quelli di moda, per intenderci). L’uomo a quel punto, avvedutosi del simbolo della cristianità, ha ordinato al taxista di toglierlo immediatamente. Il taxista dal canto suo si è rifiutato dicendo che quella era la sua macchina, che circolava nella sua città, nel suo paese, e che in virtù di tutto ciò lui avrebbe tenuto al collo il “suo” Cristo. Ne sono scaturiti insulti e poi da parte dell’uomo islamico, una sorta di profezia riferita con le testuali parole : ” Per ogni figlio che voi fate, noi ne facciamo dieci. In pochi anni saremo talmente tanti che questa misera Europa cristiana scomparirà e sarà terra d’ Islam: e non dimenticare mai che il più buono di noi islamici vi detesta a morte”. Il taxista a quel punto ha fermato l’auto, scaricato i bagagli e scaraventato fuori dall’auto l’intera famiglia. Che lo ha denunciato. E l’accusa che gli pende addosso è grave ed infamante.
Non so se questa storia sia integralmente vera: io non mi pronuncio ma vi lascio alla riflessione con una massima del grande Francisco Goya : ” Il sonno della ragione genera mostri”.

Alessandra Verzera

mailto: alessandra.verzera@strettoindispensabile.it