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La Repubblica Italiana compie 59 anni : e li dimostra tutti.

ROMA – 2 Giugno 1946 : nasce la Repubblica Italiana, quella di uno Stato di diritto fondato sul lavoro.
Storico quel referendum in cui il popolo italiano, ancora contuso a causa della seconda guerra mondiale, venne chiamato alle urne per decidere tra monarchia e repubblica. Fiat voluntas dei : così è nata la Repubblica Italiana.

La percentuale della popolazione votante fu altissima, e tra le più alte della storia: si presentò alle urne oltre l’ 89% degli aventi diritto, donne incluse.
Ma non fu un plebiscito: la Repubblica vinse per una manciata di voti rispetto alla Monarchia, con un risicato 54%. Anche allora, anche 59 anni fa, manco a dirlo si sospettò qualche broglio elettorale ordito da parte degli accaniti repubblicani.
Resta il fatto che l’ormai ex Sovrano fu esiliato : il 13 giugno, Umberto II parte da Ciampino alla volta del suo esilio portoghese, la monarchia dei Savoia rappresenta ormai il passato. Contestualmente, il popolo è chiamato ad esprimere il proprio voto anche in favore dell’ Assemblea Costituente che di li ad un anno e mezzo circa avrebbe promulgato la Costituzione, tuttora vigente.

Ma quel 2 di giugno non era arrivato per caso: seguiva ad un’altra data storica ed attraverso quella data era passato. Quell’altra data era quella del 25 di Aprile, anniversario della liberazione.
La ricorrenza del 2 di Giugno è stata introdotta in rosso sul calendario da relativamente poco, mentre il 25 Aprile lo è da moltissimo tempo: ma quanto è forte l’amor patrio degli italiani?
Per quanti italiani queste date hanno una valenza solenne, di memoria, ricordo e celebrazione? Pochi, ben pochi. La stragrande maggioranza della popolazione gioisce se una di queste date ( meglio se tutt’e due) si “attacca” ad un venerdì, cadendo di giovedì o male che vada di lunedì: in quel caso infatti ne scaturisce un “ponte lungo”. Per il resto coloro i quali prendono parte alle manifestazioni legate alla storia della Repubblica sono ben pochi ed hanno tutti un’età più che matura.
Lo spirito di Patria non vive nei più giovani, purtroppo, e le cause devono necessariamente essere tante.
La gente è in genere stanca e la sensazione di molti è che la repubblica sia “vecchia”, stantia. Invece la nostra democrazia è moderna. Ma sembra oberata di mille orpelli, come una vecchia signora con un trucco eccessivo che piuttosto che ringiovanirla, ne appesantisce i tratti evidenziandone le rughe. Così, con questa metafora, è vista la Repubblica Italiana dagli italiani, che la vorrebbero più snella, più agile, più al passo con la modernità, più aperta ai cambiamenti sociali e culturali. Quindi, per molti, la Repubblica dimostra tutti gli anni che ha, e forse qualcuno in più.
Molto però è cambiato da quella data storica del 1946 , ma uno dei cambiamenti più significativi – almeno da un punto di vista umano – lo ha deciso l’ attuale Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi che – assecondando una richiesta che rimaneva inevasa da molti anni – ha concesso agli ultimi eredi della Casa Savoia di rientrare in Italia, dopo un esilio durato molti decenni.
Cosi’ Vittorio Emanuele, la moglie Marina Doria ed il figlio Emanuele Filiberto hanno potuto rimettere piede in suolo italiano. Emanuele Filiberto, italiano di “sangue” non aveva ovviamente mai potuto visitare il proprio Paese che ha sempre detto di amare per ” dogma”.
E’ toccato a Carlo Azeglio Ciampi decidere in favore della democrazia: di quella democrazia che non tiene fuori dalla porta nessuno. Che accoglie tutti con un sorriso seppure con un velato imbarazzo. Quella democrazie che consente a tutti di vivere insieme seppure con ideali diversi: nessun sobillatore. Nessuno dei Savoia costituisce un rischio o una mina vagante per i nostalgici della monarchia: e la loro riammissione sul suolo italiano ha dimostrato la forza e la stabilità della Repubblica, che dai Savoia non ha nulla da temere.
Un bel gesto: al di la delle considerazioni di carattere politico e protocollare.
Adesso l’ultimo rampollo di un casato decaduto e neo papà, pur avendo mantenuto la residenza ed il domicilio in Svizzera, nella tenuta in cui visse e morì l’ex regina Maria Josè- nonna di Emanuele Filiberto – è un assiduo frequentatore dell’ Italia.
Uno dei luoghi preferiti da Emanuele Filiberto e dalla moglie francese, Clotilde Coureau, è proprio Mondello. Li Emanuele ha portato la sua sposa a fare un po’ di vacanza quando entrambi erano in attesa del primo figlio. I molti ospiti dell’ Hotel La Torre hanno scattato tante e tante foto non già della “coppia reale”, ma di due sposi innamorati ed ancor più di un ragazzo la cui storia familiare è da decenni consegnata agli archivi della memoria.
E della storia.

Alessandra Verzera

mailto:alessandra.verzera@strettoindispensabile.it