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Enzo Baglieri, l’ultimo mugnaio della Contea

photo by chiara venuto

MODICA (RG) – Non so se la definizione giusta è proprio quella di mugnaio. Enzo Baglieri è sicuramente figlio di un mondo che rischia di scomparire, ma che nei fatti resiste per volontà sua e del suo socio Filippo Vernuccio. Resiste grazie alle sue macchine secolari ma impeccabili, con i loro meccanismi perfetti, con le manovelle che sembrano costruite appena ieri da mani sapienti che si tramandavano l’arte di forgiare il metallo e di tornirlo in maniera sorprendente.

Processi irripetibili, lontani nel tempo e nei luoghi (nemmeno Baglieri ha saputo dire da quale paese provengano le sue macchine: forse la Polonia, forse l’ex Cecoslovacchia o forse semplicemente la Germania). Enzo Baglieri proviene dal mulino “Grande”, che faceva di Modica una cittadina industrializzata e

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del suo pastificio un vanto. Finito il lavoro, chiusa la fabbrica, ha deciso di mettersi in proprio assieme al suo socio. Così i panifici e i pastifici o le massaie del comprensorio hanno continuato ad impastare una varietà di farina unica, prodotta con grano, tipo il “Russello“, che rappresenta la storia e l’orgoglio di una Sicilia davvero antica, che non conosceva il significato di acronimi come “OGM”. Oltre che una persona molto simpatica, Baglieri è anche l’ultimo esponente di una straordinaria categoria di lavoratori, l’ultimo

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custode dei segreti della farina, e malinconicamente ammette che le sue macchine centenarie si fermeranno con lui. Macchine che hanno saputo resistere alle stringenti norme sulla sicurezza grazie a semplici adeguamenti e a piccole modifiche che non hanno intaccato la bellezza di elementi che meritano di essere considerati pezzi d’archeologia industriale. Belli da vedere, belli da fotografare e forse anche da tramandare, da far conoscere alle generazioni future grazie ad un museo creato ad hoc, così come è già accaduto per il pastificio “americano” di Galati Mamertino, nel messinese, sui Nebrodi, acquistato dalla Regione Siciliana. Sarà anche un caso, ma la Sicilia meno nota – quella abbarbicata sugli Iblei, sui Nebrodi, sulle Madonie o sui Peloritani – riserva grandi sorprese, emozioni che val la pena di provare in tutta la loro autenticità.

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Così la gita a Modica inizia in maniera simpatica, con un vero tuffo nel passato avvenuto in una piccola bottega dalle parti della Chiesa di Santa Maria,

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che ha dato il nome al molino. La fotografa, Chiara Venuto, ha invece compiuto il miracolo di immortalare il sapere, la storia  e le macchine. (fv)

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Si ringrazia Chiara Venuto per la collaborazione.

P.S. Il Signor Baglieri ci ha regalato due sacchetti della sua farina prodotta con il mitico grano Russello coltivato sugli altipiani modicani. Vi possiamo assicurare che sperimentare la pizza fatta in casa con questa farina è un’esperienza di bontà straordinaria. La produzione industriale non può essere lontanamente paragonata a questi prodotti locali. Un motivo in più per sostenere queste imprese storiche e rilanciare incentivando la creazione di nuove iniziative imprenditoriali, come dicono da queste parti, per il cibo a Km 0.