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Viaggi e sogni di Daniele Alletto, un giovane artista di Linosa

Daniele AllettoLINOSA– Un’intervista ad un ragazzo di Linosa, Daniele Alletto. Un diciottenne che fin dai primi giorni di vita ha viaggiato per mare e con due grandi passioni: il modellismo navale e la fotografia.

Daniele è uno di quei tanti ragazzi che ha avuto la fortuna di nascere in una delle splendide isole degli arcipelaghi siciliani e che, al tempo stesso, è costretto a patire gli inevitabili disagi dovuti alla distanza con la terraferma. Una condizione che generalmente dovrebbe posizionarsi in bilico tra il vanto e la frustrazione. Perché fare il pendolare tra la più piccola isola delle Pelagie ed Agrigento, dove frequenta l’Accademia delle belle arti, significa sorbirsi sei ore di viaggio, mediamente due volte alla settimana quando il mare lo consente.

Ma sembra proprio che la frustrazione non sia uno stato d’animo presente in questo giovane durante gli interminabili periodi trascorsi a bordo di una motonave, nei quali ha trovato e curato l’ispirazione per compiere i primi passi da artista.
Sarebbe stato scontato, forse quasi naturale, maturare un certo astio nei confronti di quel mezzo di trasporto sul quale vanificare gli istanti, con la pazienza rosicata dalla nevrosi ogni volta che le traversate vengono rese proibitive dalle condizioni meteorologiche. Ma la banalità non è una caratteristica che molto si addice alla sensibilità di Daniele. Ed è così, probabilmente per ammazzare il tempo prima che il tempo lo ammazzasse, che tra lui ed il traghetto si crea un legame viscerale, incomprensibile magari agli occhi di chi non vive su un’isola.
Foto di Daniele Alletto

A forza di girovagare sul “Piero della Francesca”, memorizzandone ogni piccolo particolare, Daniele matura la propria passione per il modellismo navale, e realizza la sua prima creazione che viene alla luce dopo un anno. Ecco dunque che l’incubo (il traghetto) viene esorcizzato creando un modellino su scala 1:100 della lunghezza di quasi un metro.Un’opera testarda, portata a termine costruendo singolarmente ciascuno dei pezzi di legno. D’altronde, la calma occorsa per tale fabbricazione sarà stata una sciocchezza se paragonata a quella che bisogna possedere per non avere ripercussioni psichiche durante i continui ed estenuanti viaggi…

Fin qui è stata descritta solo una delle passioni di Daniele Alletto, forse quella minore. La seconda, come già scritto, è la fotografia. Recentemente il ragazzo di Linosa, (che collabora anche con questo giornale) ha infatti esposto i propri lavori in una mostra allestita sull’isola ed inaugurata, peraltro, alla presenza del cantautore Claudio Baglioni.

Prima di tutto una curiosità che non riesco a trattenermi: è vero che hai rischiato di nascere su un traghetto della Siremar? Potevi essere la risposta siciliana a “Novecento” di Baricco…

Certamente, come già capitato ad altri miei compaesani, ma fortunatamente mia madre è partita qualche giorno prima della data ultima di gravidanza.

“I mille sguardi di Aethusa” è il titolo della mostra in cui ha esposto per la prima volta le tue fotografie. Vuoi descriverci il tema dei tuoi lavori?

Essendo alla prima esperienza , non mi sono soffermato su un tema ben preciso, anche se ho cercato di fare del mio meglio. Tratta infatti di una serie di foto particolari, nelle quali l’ambiente spesso si fonde con l’anima della gente che ama in maniera viscerale l’isola, a dispetto delle tante difficoltà e dei vari problemi che comporta viverci, ma che vede in essa 1000 motivi per amarla. E’ stata un’ iniziativa che ha avuto molto successo e spero di riproporla il prossimo anno con un tema fotografico che coinvolge le tre sponde collegate da un traghetto che in un giorno vede tre realtà diverse. Quindi un confronto tra le realtà di Linosa, Lampedusa e Porto Empedocle.

Il modellismo navale e le tue foto richiamano ovviamente ad una centralità del mare nella tua esistenza, non solo artistica. Cosa rappresenta per te quella distesa blu che hai attraversato tante volte nella tua vita?

Per me è un elemento basilare che scandisce giornalmente la mia esistenza e che sensibilizza la mia coscienza in un rapporto vario, di amore e odio. Perché quando il tanto amato mare diventa burrascoso e fa capricci, tanti miei progetti o esigenze vengono rimandati o annullati. Anche se tutto ciò accade spesso il sentimento d’amore è talmente forte da far nascere un senso di tolleranza e accettazione verso questa interminata distesa blu.

In un articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia”, hai detto che il tuo sogno sarebbe quello di “scendere finalmente dalla nave” e di fermarti un giorno stabilmente a Linosa. Credi sia possibile poter conciliare le tue aspirazioni con il desiderio di vivere nella tua isola?

Foto di Daniele Alletto

Certo, penso proprio di si. Sicuramente tutti si chiederanno: ma con uno studio fotografico in un isola di 500 persone che ci fa? Beh, l’idea è proprio di specializzarmi nel settore della grafica e fotografia, riuscendo a prendere agganci con riviste pubblicitarie e catene turistiche che richiedono elaborazioni grafiche. E poi non voglio un lavoro che mi arricchisca ma che mi permetta di vivere dignitosamente e di coronare un’ attività che mi potrà dare soddisfazioni ineguagliabili.

Mi rendo conto che la domanda esige una risposta molto ampia, ma quali sono, a tuo avviso, i problemi vissuti quotidianamente dai tuoi coetanei e più in generale dagli abitanti di Linosa?

Foto di Daniele Alletto

I problemi, a cui vanno incontro parecchi coetanei, nascono all’età di quattordici anni quando è giunta l’ora di proseguire gli studi liceali e andare fuori sede. Spesso molte intelligenze vengono penalizzate per la mancata possibilità di continuare gli studi, a causa del forte impegno economico e psicologico che comporta vivere fuori. Ecco che da tempo si è cercato di sensibilizzare chi di competenza a far nascere a Linosa un istituto superiore, che in un certo qual modo colmerebbe parte del disagio.
Per quanto concerne i problemi degli abitanti , di problemi ce ne sono parecchi, partiamo dalla sanità: Linosa ha solo una guardia medica, per qualsiasi visita, o anche per una radiografia bisogna andare a Lampedusa o Agrigento e andarci comporta delle spese non indifferenti. Ecco che bisognerebbe attrezzare l’ambulatorio delle dovute apparecchiature e, a turno, far venire i vari medici specializzati nei diversi settori, un po’ come avviene a Lampedusa. Nei casi più urgenti logicamente si interviene con l’elisoccorso per il trasporto in una struttura ospedaliera siciliana.
Altro problema è quello dei collegamenti. Linosa non ha un porto, ha solamente piccoli attracchi che non consentono quando c’è molto vento l’ormeggio del traghetto. Da tempo si è cercato di ovviare a questo problema, la protezione civile infatti ha dichiarato Linosa e Lampedusa in stato d’allerta per le strutture portuali. Aveva promesso che presto avrebbero iniziato i lavori, ma ancora non si è fatto vivo nessuno a differenza dell’isola maggiore delle Pelagie che ha un aeroporto che sopperisce al mancato collegamento marittimo. Si spera quindi che, una volta per tutte, si decidano a dare una svolta allo stato malmesso delle infrastrutture portuali.

Salvatore Taranto