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Ustica, “mappa elettromagnetica” alla ricerca di strutture sepolte

USTICA – Un elicottero vola a bassa quota sull’isola di Ustica e, sotto il velivolo, un missile lo segue da vicino sospeso ad un cavo. Ma non c’è nulla di bellicoso in questa scena che gli abitanti della piccola isola, 60 km a nord da Palermo, vedono con stupore in questi giorni.

L’elicottero è del comando dei vigili del fuoco di Catania; il missile, se così possiamo chiamarlo, appartiene all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e si tratta di una sofisticata sonda per rilievi aeromagnetometrici. All’interno del fuso d’acciaio, infatti, ci sono delicati sensori che servono a captare le variazioni del campo magnetico prodotte dalle rocce profonde dell’isola.

“Abbiamo pensato, di realizzare una ricerca mai fatta prima d’ora in quest’isola di natura vulcanica, che servirà a identificare le strutture sepolte, allo scopo di ricostruire antiche formazioni come condotti lavici, crateri, faglie eccetera. Daremo così un importante contributo non solo alla geofisica ma anche alla Protezione Civile, dal momento che Ustica si trova un una delicata zona sismogenetica ”, spiega il dirigente di ricerca Massimo Chiappini.

Dal 15 al 19 maggio, dunque Ustica diventa un laboratorio geofisico in cui scienziati dell’INGV operano dal cielo e da terra con diversi tipi di sensori e strumenti.

La proposta per questo tipo di ricerca, che porterà alla stesura di una mappa aeromagnetometrica non solo della parte emergente dell’isola, ma di tutto il grande monte vulcanico sottomarino, è venuta dal Centro studi e documentazione Isola di Ustica, un’associazione che si occupa di valorizzare e divulgare le risorse storiche e naturalistiche dell’isola.

Data la valenza della ricerca ai fini della protezione civile, il mezzo di volo è stato fornito dal Comando dei vigili del fuoco con interessamento del Ministero delle Regioni e dell’Assessorato provinciale all’ambiente e protezione civile, e l’ospitalità per i ricercatori è stata offerta dal Comune dell’isola di Ustica.

“Questo studio avrà carattere multidisciplinare. Da un lato servirà a redigere un piano di protezione civile dell’isola; dall’altro a meglio programmare lo sviluppo urbanistico dato che potrà mettere in evidenza anche gli insediamenti archeologici sepolti non ancora individuati. Quindi un perfetto connubio tra politica e scienza”, dichiara il sindaco dell’Isola dottor Aldo Messina.