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Ustica Lines: a rischio 300 lavoratori ed i collegamenti con le isole minori siciliane

SICILIA– La Ustica Lines, la società di navigazione più importante presente in Sicilia, potrebbe sospendere entro pochi giorni i collegamenti con le isole minori della regione.
Se ciò dovesse davvero accadere, i danni economici derivanti sarebbero ingenti: rischierebbero il posto di lavoro ben 300 dipendenti ed il traffico turistico per le Pelagie, Ustica, Eolie, Egadi e Pantelleria, previsto per il mese di agosto, proprio nel periodo di maggiore affluenza, verrebbe in pratica del tutto bloccato.
Non bisogna infatti dimenticare che Ustica Lines detiene il monopolio dei trasporti marittimi siciliani.
In una nota la società ha espresso la gravità della propria situazione, sostenendo “di essere costretta a breve di sospendere i collegamenti con le isole”, spiegando che le ragioni della crisi in cui essa versa sono da ricercare “nell’esorbitante squilibrio economico derivante dall’aumento del costo del carburante”.

Cgil, Cisl e Uil hanno immediatamente chiesto un intervento da parte della Regione Sicilia, che “da tempo aveva offerto garanzie, attraverso l’assessorato regionale ai Trasporti, per superare le difficoltà manifestate dalla Ustica Lines”.
Secondo i sindacati tali garanzie in precedenza manifestate dal governo regionale, ma tuttora tristemente disattese, avrebbero dovuto svolgere un ruolo molto importante all’interno della vertenza, consentendo “il rinnovo del contratto, che i lavoratori attendono da 7 anni. Garanzie ridotte in nulla, data l’intenzione della società di sospendere i collegamenti”.

La società infatti, che ha appena inoltrato all’assessorato regionale ai Trasporti un atto di diffida, se entro quindici giorni non riceverà un saldo di credito di due milioni 310 mila euro, la cifra che equivale l’aumento del costo del gasolio calcolato dal 1° giugno 2004 al 31 luglio 2005, non considererà rispettato l’accordo sottoscritto con la Regione siciliana. A quel punto ritirerà tutti i propri mezzi che effettuano servizio in Sicilia.

L’iniziativa che potrebbe assumere Ustica Lines ha il sapore di una rappresaglia. Tuttavia è la stessa società ad affermare che tale contromisura non è un ricatto e con queste parole spiega le motivazioni che stanno dietro l’eventuale ritiro della propria flotta: “siamo stanchi di essere presi in giro dalla giunta regionale. Per navigare dobbiamo sopportare costi eccessivi che a questo punto non possiamo più sostenere. È dal giugno scorso che a Palermo continuano a rimpallarci. Ci dicono che salderanno oggi, domani e dopodomani, ma finora non abbiamo ricevuto alcun rimborso. A queste condizioni preferiamo trasferire i nostri mezzi di collegamento sulla costa adriatica o nella laguna veneta”.

I sindacati hanno pertanto dichiarato “lo stato d’agitazione dei lavoratori” e chiedono “al presidente Cuffaro, all’assessore regionale ai Trasporti e ai deputati regionali di attivarsi urgentemente per una soluzione definitiva che consenta alla Ustica Lines di garantire i collegamenti e tutelare l’occupazione”.

Salvatore Taranto