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Ustica, al via anche quest’anno le lezioni di archeologia e scienze subacquee

USTICA – Ogni anno la rivista Archeologia Viva, con il patrocinio scientifico dell’Accademia internazionale di scienze e tecniche subacquee e con la collaborazione della Riserva marina, organizza a Ustica le Lezioni di archeologia e scienze subacquee. Si tratta della più importante iniziativa didattica nel settore a livello europeo. La prima edizione delle Lezioni si è svolta nel 1992.
Direttore dei corsi: Piero Pruneti (Archeologia Viva). Responsabile tecnico: Maurizio Brandaleone (Blu Sails). Immersioni: Diving Barracuda. Informazioni: 055.5062303 archeologiaviva@giunti.it

PER SUBACQUEI E NON SUBACQUEI

Le Lezioni di archeologia e scienze subacquee durano in media nove giorni e si articolano in corsi diversi per difficoltà e temi trattati. Vedi programma Ustica 2005. Gli insegnamenti sono tenuti dai massimi esperti del settore. I corsi prevedono ogni giorno lezioni teoriche (2-3 ore) e attività pratica in acqua (esercitazioni e immersioni). Per frequentare le Lezioni di archeologia e scienze subacquee non è obbligatorio sapersi immergere con l’autorespiratore. Infatti è possibile:

1. Iscriversi all’apposito Corso di brevetto subacqueo
2. Seguire i corsi che non prevedono immersioni
3. Seguire i corsi in qualità di uditori

USTICA: DOVE E COME

L’isola di Ustica si trova nel basso Tirreno 36 miglia a nord delle costa siciliana. Si raggiunge giornalmente da Palermo in aliscafo o in nave (informazioni: Ustica 091.582403 – 8449002). Oppure tre volte alla settimana da Napoli in aliscafo (informazioni: Usticaline tel. 081.5800340). A Palermo si arriva in aereo (bus navetta dall’aeroporto “Borsellino Falcone” a piazza Politeama), in treno, in nave da Napoli e da altri porti (informazioni: Apit tel. 091.583847).

RISERVA MARINA

Ustica è un’isola vulcanica formata da scura roccia lavica (il nome deriva da latino ustum, ‘bruciato’). È ciò che rimane di un grande edificio vulcanico emerso dalle profondità del Tirreno in un periodo relativamente recente (inizi del Quaternario). La fascia costiera è quindi caratterizzata dalla ripidità dei fondali, mentre numerose secche movimentano i fondali stessi a varia distanza dalla costa. Questa, a sua volta, offre ambienti diversificati e affascinanti per la sua anfrattuosità e la presenza di numerose grotte e cavità magmatiche. Per proteggere tale incommensurabile patrimonio ambientale, nel 1986 a Ustica è stata istituita la prima Riserva marina d’Italia (informazioni: 091.8449456).

USTICA FRA ARCHEOLOGIA E STORIA

L’isola è stata abitata a partire dalla Preistoria fino al Medioevo quando poi fu abbandonata per l’insicurezza determinata dalla pirateria saracena. È stata infine ricolonizzata per disposizione delle autorità borboniche nella seconda metà del Settecento con famiglie provenienti dall’isola di Lipari. Si possono visitare: il Museo archeologico (nella Torre di Cala S. Maria presso il Porto), il villaggio preistorico del Faraglione (XIV-XIII sec. a.C.) e il grande complesso della Falconiera con testimonianze di abitato e necropoli dal III sec. a.C. al VI sec. d.C. È attivo a Ustica un importante Centro studi e documentazione.
Per informazione: www.centrostudiustica.it