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Dialetto e Cultura materiale alle Isole Eolie: Due inchieste a confronto 1928-1929 /1997

EOLIE – Coltivazione della terra, attrezzi agricoli, olivicoltura e frangitura delle olive, viticoltura e vinificazione,pesca e relativi attrezzi sono gli argomenti trattati dal dialettologo Franco Fanciullo
(docente di glottologia nelle Università di Pisa e di Firenze) nel volume ” Dialetto e cultura materiale alle Isole Eolie”.
Due inchieste a confronto (1928-1929 Hans Coray / 1979Franco Fanciullo )” ,edito a Palermo nel 1983 a cura del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali,Ambientali e Pubblica Istruzione della Regione Siciliana.

Dopo quattro anni di intenso lavoro il prof.Franco Fanciullo ha consegnato alla stampa il risultato delle sue ricerche condotte ,con approfondite indagini “sul campo” nelle Isole Eolie e, specialmente, a Lipari,Salina e Filicudi.

Il suo incarico è stato quello di conoscere e di studiare le attività lavorative tradizionali esistenti nelle realtà ambientali isolane e vedere le modifiche ed i mutamenti avvenuti,dopo cinquant’anni, nell’ Arcipelago dal 1929 sino al 1979, al fine di attuare una comparazione con l’opera realizzata, negli anni 1928-1929, dallo svizzero Hans Coray, “Bodenbestellung , landliche Gerate, Olbereitung, Weinbau und Fischerei auf den Liparesischen Inseln”, pubblicato a due riprese nella rivista “Volkstum und Kultur der Romanen” e suddiviso in cinque capitoli ,dove descrive in modo minuzioso gli aspetti tipici e rappresentativi della vita sociale ed economica delle Isole Eolie,illustrandoli con una serie di disegni ricavati da fotografie e schizzi da lui stesso approntati.
Inoltre l’opera del Coray è ricca di materiali linguistici: lingua dialettale, etimologia delle parole,fonetica ,etnografia e confronto sistematico delle voci eoliane con le corrispettive di Milazzo,Barcellona e Patti ,le località che erano e che , in parte , sono tutt’ora i centri costieri siciliani più a diretto contatto con le Eolie.

“Dopo cinquant’anni-scrive Franco Fanciullo- la fonetica eoliana ed il vocalismo tonico hanno subìto una trasformazione rilevante che si avvicina al dialetto napoletano e calabrese. Per quanto riguarda,invece, la mia indagine sulle attività specifiche isolane ho scelto Lipari-centro ed Acquacalda per la parte peschereccia, Pianoconte e Quattropani per l’attività agricola, Malfa e S.Marina Salina per la terminologia marinara , agricola e di olivicoltura. Delle Eolie-continua Fanciullo- ho un ricordo difficilmente cancellabile specialmente per la bellezza dei luoghi e per i problemi esistenti .Gli abitanti sono straordinari e generosi, ma anche capaci di chiudersi a riccio in una difesa gelosa della loro intimità.In realtà sono stretti tra un passato di durezze che vorrebbero dimenticare e un presente assurdo di turismo, ricco ma non per tutti e forse neppure per molti. Così gli isolani vivono in maniera accentuata dalla loro insularità i guasti del nostro tempo.Pertanto rivolgo il mio ringraziamento, quale debito di riconoscenza, agli amici e conoscenti eoliani che, con la loro disponibilità ed ospitalità, mi hanno aiutato a capire la realtà isolana, fornendomi spiegazioni, accompagnandomi in giro,aprendomi quella parte dell’universo eoliano gelosamente sottratta agli occhi del turista”.

Antonio Brundu