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Parcheggi a pagamento e corse di cavalli “gratis”. Ma non e’ assolutamente vero…

VILLAFRANCA TIRRENA – Parcheggi a pagamento vuoti, un deserto. Una risposta civile della cittadinanza. La speranza di un segnale che non ha radici politiche, né di destra, né di sinistra, perché il buon senso viene sottratto alle logiche politiche, a quanto pare. C’è una regola non scritta che recita: “non mettere le mani nelle tasche dei cittadini oltre il dovuto”. Questa regola è stata violata e le conseguenze non tarderanno ad arrivare e saranno pesanti: intanto bisognerà onorare il contratto con la società che gestisce il servizio di parcheggi a pagamento; poi si dovranno conteggiare i danni al tessuto economico. Un flop come questo deve avere per forza di cose, e avrà, responsabili ben visibili e noti a tutti.

Abbiamo detto “Una risposta civile della cittadinanza”. C’è un’altra risposta che i cittadini e i giovani in modo particolare devono assolutamente dare: bisogna sottrarsi, quindi disertare, il carnevale estivo, perché è arma di “distrazione di masse”. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Panem et circenses (letteralmente, Pane e corse dei cavalli) è una locuzione in lingua latina molto conosciuta e spesso citata. Era usata nella Roma antica. Contrariamente a quanto generalmente ritenuto, questa frase non è frutto della fantasia popolare ma ha un autore specifico. È stata creata infatti dal poeta latino Giovenale (Satire, 10 81). Questo poeta fu un grande autore satirico: amava descrivere l’ambiente in cui viveva, in un’epoca nella quale chi governava si assicurava il consenso popolare con elargizioni economiche e con la concessione di svaghi a coloro che erano governati (in questo caso le corse dei carri tirati da cavalli che si svolgevano nei circhi come il Circo Massimo e il Circo di Massenzio) .

Oggi il “Panem” non ce lo fanno nemmeno comprare (equivale al prezzo del parcheggio…), ci resterebbe lo svago, a mio parere  idiota, ma è solo il mio parere e io rispetto quello degli altri (Specialmente se per mettere in piedi questi spettacoli popolari di basso profilo non utilizza i fondi pubblici). f.v.

P.S Quando ho detto ciò che pensavo sul carnevale estivo mi è stato risposto da qualcuno: “Ti sbagli! Per il Carnevale non si paga e la gente ci andrà senza problemi” -. Io da qui rispondo: Ma siete veramente sicuri di non pagare? A me non sembra e sono proprio queste le cose che mettono in cattiva luce comuni, province e regioni. Cioè l’elargizione di fondi per realizzare sagre paesane ed eventi discutibili. Mi sbaglio?