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Pantelleria, ipotesi sulla vicenda “Pietro Novelli”.

PANTELLERIA– Esiste una strana concatenazione di eventi che lega il congelamento del Piano quinquennale deciso dal Ministero dei Trasporti, che rinvia ad oltre il 2008 l’istituzione di nuovi traghetti destinati ai collegamenti che riguardano anche Pantelleria, all’improvvisa limitazione dell’agibilità della motonave “Pietro Novelli”.
A breve distanza temporale dal mancato consenso all’invio dei finanziamenti che sarebbero occorsi al potenziamento ed al rinnovo della flotta, accade infatti che gli organi di vigilanza riscontrino la mancanza di sicurezza a bordo di una nave della Siremar, la cui disponibilità di posti viene così sensibilmente ridotta da 500 a 68, con gravi ripercussioni sull’economia pantesca.
La ragione di tale decisione, secondo alcune fonti giornalistiche intrapresa dalla Capitaneria di Porto di Trapani, secondo alte invece stabilita dal Registro navale, è da ricercare nelle condizioni non proprio ottimali delle scialuppe di salvataggio presenti sulla “Pietro Novelli” che metterebbero dunque a rischio, in caso di necessità, il regolare salvataggio dei passeggeri.

Questi sono i fatti che da giorni determinano le proteste inscenate a Pantelleria.

Facendo ricorso al buonsenso, comunque, appare quantomeno arduo convincersi che la situazione connessa ai problemi delle scialuppe si sia verificata da un giorno all’altro, con una puntualità dietro quale si potrebbe intravedere qualcosa di assai diverso rispetto ad un semplice e risolvibile disservizio. Può non essere facile crederlo ma è, ovviamente possibile.
Tuttavia il fatto che, allo stato attuale, non sia stata fornita alcuna data entro la quale rimediare all’ingente riduzione del numero di posti, aggiunge altri inquietanti dubbi sulla natura stessa di una motivazione peraltro legittima, perché senza ombra di dubbio, la sicurezza dei passeggeri non può che avere priorità assoluta rispetto agli interessi economici, siano essi rappresentati dal turismo o dal regolare svolgimento delle attività commerciali dei vari esercizi presenti sull’isola.
Se però, come è ipoteticamente prospettabile, il problema accorso alle scialuppe di salvataggio fosse già stato presente in epoche precedenti, ad esempio nella stagione estiva durante la quale la motonave imbarcava passeggeri al massimo della propria capienza, in quel caso vi sarebbero delle responsabilità da accertare, equivarrebbe a sostenere che in passato la “Pietro Novelli” non rispettava le condizioni di sicurezza vigenti.

Questa è soltanto un’ipotesi allarmante: ma, è preferibile precisarlo a scanso di equivoci, (trattandosi per l’appunto esclusivamente di un’ipotesi) come tale non pretende di essere condivisa o presa seriamente in considerazione. L’assenza totale di presunzione ha una motivazione spietatamente semplice. Qualora questo disegno appena abbozzato venisse completato, si giungerebbe a delle conclusioni disarmanti e sconfortanti per gli abitanti di Pantelleria che in queste ore sono in agitazione. Significherebbe sostenere che essi non sono soltanto vittime ma anche pedine di un gioco molto complesso in cui l’avversario è consapevole del fatto che, incassando le proteste, perdendo a prima vista una battaglia, potrebbe vincere la guerra ed ottenere quanto gli era stato negato. Paradossalmente infatti, un danno d’immagine come quello di avere un’intera isola contro, per la Siremar rappresenterebbe invece un’ottima carta da giocare su quel tavolo in cui si discuterà nuovamente dei finanziamenti, al momento opportuno. E quel momento, se proprio così fosse, si avvicinerebbe sempre di più con il crescere dello scontento a Pantelleria.

Salvatore Taranto