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Pantelleria, disagi per le limitazioni imposte alla motonave “Pietro Novelli”, le azioni di lotta appoggiate dal direttivo dell’Unioncommercio

PANTELLERIA – Il Consiglio Direttivo della UNIONCOMMERCIO riunitosi nelle scorse ore per valutare la posizione da prendere circa le proposte avanzate dal Tavolo di Crisi, per scongiurare il perdurare della precaria situazione trasporti navali (navi che non collegano Pantelleria con la terraferma a causa di avverse condizioni meteo inesistenti, navi vetuste ed obsolete che non garantiscono la sicurezza per i passeggeri e l’equipaggio e per questo motivo vengono declassate al trasporto di 65/68 persone contro le 580 circa trasportabili…), Tavolo di Crisi che vede seduti attorno ad uno stesso problema il Sindaco e parte della sua Giunta, i rappresentanti di Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, CGIL, CISL e UIL

Conferma il proprio appoggio a tutte le manifestazioni, anche le più eclatanti, affinchè il problema venga attenzionato nella sua complessità una volta per tutte e non solo tamponato;

Conferma il proprio appoggio incondizionato e quello dei commercianti ed artigiani da esso rappresentati, affinchè si possa pervenire nel più breve tempo possibile una risposta seria e definitiva che possa porre fine allo stato di precarietà in cui l’economia isolana, più o meno volutamente, si sta facendo cadere;

UNIONCOMMERCIO chiarisce che tutte le forme di lotta, anche le più estreme, che si vorranno intraprendere dovranno comunque essere ricondotte all’interno di termini di legalità, requisito imprescindibile di ogni più naturale logica civile di protesta;

UNIONCOMMERCIO propone che l’Amministrazione Comunale si attivi affinchè, in segno di protesta, si possa svolgere all’interno della motonave “PIETRO NOVELLI” un Consiglio Comunale aperto alla popolazione ed alla presenza dei parlamentari nazionali e regionali eletti nella nostra circoscrizione o quanti di essi gravitano intorno all’isola anche per motivi turistici. E che tale protesta possa poi continuare nei termini che il Tavolo di Crisi potrà decidere, fermo restando il presupposto di cui al punto precedente, fino a quando le risposte ottenute non siano tali da assicurare una soluzione definitiva del problema.