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Pantelleria, continuano i disagi per le limitazioni imposte alla motonave “Pietro Novelli”

PANTELLERIA – Continua il disagio per Pantelleria per la limitazione imposta dagli organi di controllo alla motonave della SIREMAR “PIETRO NOVELLI” a cui è stato abbassato il limite dei passeggeri trasportabili a viaggio da più di 500 a soli 68 a causa di problemi alle scialuppe di salvataggio e quindi alla incolumità ed alla sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio.
Un duro colpo, questo che viene inferto all’economia isolana ed a cui nessuno tra il Governo Centrale ed il Governo Regionale, giustamente sollecitati dall’Amministrazione locale, ha cercato di porre rimedio. Per questo è riduttivo parlare semplicemente di danni al commercio ed all’artigianato, piuttosto “preferirei che si parlasse di danni all’economia isolana. Non scordiamoci che siamo appena usciti da un “ponte vacanziero” che è durato 4/5 giorni ed il 2005 di momenti come questo non ne ha regalati molti, questo mi fa presupporre che tra le persone bloccate al porto di Trapani un po’ per la limitazione dei 68 passeggeri, un po’ per le ipotetiche “avverse condizioni meteo”, mentre qui il mare era una tavola, diverse potevano essere vacanzieri di fatto dirottabili verso altri lidi vista l’impossibilità di raggiungere Pantelleria” ha dichiarato il segretario di UNIONCOMMERCIO, associazione dei Commercianti legata alla Confcommercio della Provincia di Trapani al termine del direttivo locale.

“Queste persone avrebbero portato lavoro per i pubblici esercizi, per i negozianti, ma anche per i loro dipendenti che a loro volta avrebbero messo in circolo il denaro guadagnato, del resto questa è politica economica spicciola ed inconfutabile.
Pensando agli artigiani, poi, non andiamo troppo indietro nel tempo, ma appena 11 mesi fa, quando la Motonave Pantelleria era in bacino e non effettuava viaggi, con la sola motonave della SIREMAR a pieno carico quante settimane sono state bloccate le imprese edili dell’isola perchè gli approvvigionamenti locali di materiale erano ormai esauriti? Alcune aziende hanno fatto ricorso alla cassa integrazione per i loro dipendenti e questo non si dice, ma è una realtà.”

Intorno al porto ed ai collegamenti marittimi gira una economia inimmaginabile per Pantelleria, per le sue aziende ed i dipendenti di queste, e la cecità fino ad oggi dimostrata da molti dei “politicanti” che frequentano l’isola solitamente nei periodi elettorali sta venendo a galla in tutta la sua drammaticità… a loro le promesse non mantenute, un porto inesistente nonostante i miliardi buttati al vento, delle navi obsolete e vetuste… a noi, ora, i fatti “SIAMO A MOLLO!”
Durante il direttivo dell’associazione di ieri un commerciante ironizzando si è chiesto se non ci troveremmo in una situazione migliore se Pantelleria appartenesse allo Stato Tunisino piuttosto che a quello Italiano… forse non ha tutti i torti!

Fonte: Unione del Commercio Artigianato e Servizi di Pantelleria
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