Crea sito

Il mio personale ricordo di Francesco (Cicco) Gangemi da Scarcelli di Saponara

10917115_827167844020648_8687222121812752697_n

SAPONARA – Una persona dall’animo gentile e con le mani ruvide. La divisa di meccanico (rigorosamente giacchetta e pantaloni, non la tuta da metallurgico) che non abbandonava quasi mai. E tanta voglia di raccontare se stesso e di insegnare agli altri un po’ del suo sapere. Che non era, però, l’arte di lavorare il metallo o di saldare le vecchie marmitte di automobili buone per la rottamazione, come può pensare chi crede di aver apprezzato tutte le sue qualità.
Per tale motivo mi piace regalare questo mio personale ricordo di un artigiano molto conosciuto nel comprensorio di Villafranca Tirrena e dei paesi limitrofi: Francesco (Cicco) Gangemi da Scarcelli di Saponara  (le foto risalgono a quando era giovane, ma riconoscibilissimo; immagini messe cortesemente a disposizione da Orazio Cardullo e Mariella Puglisi).

Dalla sua bottega di Giuntarella ci siamo passati più o meno tutti, tra gli anni Sessanta e i Novanta: per chiedergli una saldatura alla bici rotta, per  una piccola riparazione meccanica o altre cose che avevano a che fare con il metallo.  Lavoro che quasi mai escludeva un’amabile conversazione con un uomo che mostrava una insospettabile proprietà di linguaggio, specialmente quando la conversazione sconfinava in teorie di meccanica o quando da un cassetto tirava fuori uno dei suoi mitici pennini a china, magari  a supporto di qualche racconto di guerra vissuta in prima persona.

Leggi ancora

Il vecchio biker e il bambino sul filo sottile dei ricordi

31215_115025535205336_2590204_n

Ero ancora piccolo quando ho scoperto che mio padre era stato giovane. In questo scorcio, per me sconosciuto, della sua vita aveva pure coltivato una passione sino al limite che gli era consentito per il suo tempo: partecipava alle locali gare di motociclismo. Tutto questo in un periodo in cui i carretti, piuttosto che i motori, la facevano ancora da padroni. Io sono nato nel 1960; lui, mio padre Giuseppe Venuto, di Bauso. oggi Villafranca Tirrena,

Leggi ancora

La scuola ai tempi della pellicola

MESSINA – In una scuola che ormai si muove verso l’informatizzazione, la vera notizia è il ritrovamento di strumenti ormai obsoleti, ma di eterno fascino.

 Se la lavagna multimediale ha preso definitivamente il posto di quella d’ardesia e guardare un video o un film per rendere la lezione più interessante è, appunto, un gioco da ragazzi, ritrovarsi invece davanti un insieme di raccoglitori pieni di diapositive, a un proiettore Super 8 e alle mitiche  pizze con le bobine di pellicola dentro, è un evento emozionante.

È quello che è successo ieri sera durante l’open day della sezione “Quasimodo” (ITC e Liceo Scientifico) dell’Istituto Superiore Minutoli di Messina: uno studente, durante le dimostrazioni nei laboratori, ha rimesso in funzione un fantastico Canon T3000, riuscendo a stupire tutti tra insegnanti, alunni (presenti e futuri) e genitori.

 Sul muro ha quindi immediatamente proiettato un video didattico, che una volta veniva usato per arricchire l’esperienza formativa degli allievi dei tempi della pellicola, ma che oggi è servito a mantenere nella memoria di tutti che fino a qualche decennio fa le lezioni non si mandavano via e-mail ed i registri erano pesanti e impolverati.  Nelle pellicole riemerse da un passato che sembrava definitivamente sepolto c’erano video-lezioni di scienze ed astronomia, realizzati dal laboratorio di sviluppo e stampa di Cinecittà almeno trent’anni fa. Segno che la scuola ha cercato di evolversi e di essere al passo coi tempi sempre, anche quando la grande innovazione era un Super 8.

 

Chiara C. Venuto

Scicli, la Chiesa di San Matteo restituita a cittadini e turisti.