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MODICA. Il cinque stelle a due passi dal duomo non riesce a decollare. L’appello del suo ideatore Luca Terranova: Sos Dodeskaden

MODICA (RG) – Il sogno di un ex bambino che ha investito tutto ciò che aveva per realizzare l’albergo che celebra il grande cinema rischia ora di diventare un incubo. La battaglia per salvarlo. Il “Dodeskaden” è più di un albergo, è il sogno di un ex bambino che ha investito tutto ciò che aveva per dar corpo alla sua immaginazione. Un Cinque stelle interamente dedicato al cinema, una stanza per ogni film. Un albergo fantasma, con tanto di sito attivo e lenzuola pulite in ogni letto. Perché si tratta di un progetto mai portato a termine sino in fondo, a causa dell’assenza di investitori, di finanziamenti pubblici mai arrivati e problemi di varia natura. Il territorio ibleo non è nuovo a storie simili, come la vicenda dell’albergo “Torre Cabrera” di Pozzallo, completato e cannibalizzato, perché rimasto invischiato nelle pastoie burocratiche.
La conferenza Ridotto poi a scheletro di cemento (rubarono anche gli infissi) è risorto a seguito del ripensamento sulla destinazione d’uso dell’area su cui sorge. Tanti soldi andati in fumo. Il Doskaden non può e non deve fare la stessa fine, così Luca Terranova, il suo ideatore, ripete che lotterà sino alla fine per avviarlo e per trovare qualcuno disposto a condividere il suo sogno. L’immobile in questo momento è un museo di se stesso, non ci sono ospiti all’interno, ma fuori fa gola a ladri e sciacalli che hanno già tentato di depredare l’albergo dei suoi originali arredi. Il Dodeskaden è a due passi dal duomo di San Giorgio. In molti cercano di sbirciare dalle finestre per vedere l’interno e non mancano le leggende metropolitane come avvenne nel 2013 quando si favoleggiò sulla presenza di arredi provenienti da Hollywood, di spese faraoniche. L’albergo è
costato parecchio denaro, tanti soldi “tutto ciò che avevo” ripete Luca Terranova, che è figlio di un notaio scomparso qualche anno fa. Certo si tratta di un’impresa che farebbe impazzire i turisti americani, attirati dalle chicche presenti nell’albergo Come la stanza dedicata a “Blu”, con impresse sulle pareti le note della colonna sonora del film che, come per magia, comincia a suonare appena ci si avvicina ai muri. nella stanza “Effetto Notte” il vetro della finestra è fotocromatico, quindi in grado di oscurare completamente la luce del sole. E così via, un film per ogni corrente della storia del cinema. Non poteva mancare il cinema, 47
posti, oltre che una galleria d’arte di 300 metri quadri pronta ad ospitare artisti di tutto il mondo.
Ma le potenzialità del Dodeskaden sono solo accennate, si tratta di un gioiello per intenditori che Luca Terranova, l’ideatore e finanziatore di tutto questo, vuol vedere vivere.

Chiara Venuto, pubblicato una prima volta su centonove Numero 16 del 21 APRILE 2016