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Interpellanza parlamentare dell’on. Violante riguardo lo stato dei Cpt italiani. La risposta immediata del ministro dell’Interno Pisanu.

ROMA– L’onorevole Violante ha rivolto questo pomeriggio un’interpellanza parlamentare urgente al ministro dell’Interno, dal titolo “Iniziative per migliorare le condizioni di permanenza e di soggiorno all’interno dei centri di permanenza temporanea italiani”.

“Signor ministro, onorevoli colleghi, abbiamo il dovere di indagare, sino in fondo, quali effetti ha prodotto l’istituzione dei centri di permanenza temporanea e di assistenza, che condizione hanno sperimentato gli immigrati che vi hanno fatto ingresso, quale funzione hanno queste strutture, nell’ambito della più complessa politica sull’immigrazione. Ed è un dovere stringente ed ineludibile.

Sono queste le parole con le quali inizia il documento promosso dal deputato della Quercia Violante e pronunciato poche ore fa dalla cofirmataria on. Lucidi presso la Camera dei Deputati, durante lo svolgimento delle interrogazioni parlamentari a risposta immediata.

L’on. Violante in un frammento dell’interpellanza si scaglia contro le politiche attuate dal Governo nel campo dell’immigrazione, dichiarando: “Non si possono risparmiare alla legge Bossi-Fini specifiche responsabilità sulla degenerazione dei centri. Noi respingiamo tutto l’impianto di quella legge, che è rimasto l’unico strumento adottato dal Governo in materia di immigrazione, uno strumento calibrato esclusivamente su un’impostazione repressiva, su una logica di difesa sociale dall’immigrato, su un sospetto diffuso verso lo straniero”.

Il 10 marzo 2004- prosegue il parlamentare dell’opposizione citando dei dati diramati durante una seduta della Commissione parlamentare Affari costituzionali- il sottosegretario D’Alì ci diceva che, nel corso del 2003, il numero di stranieri trattenuti presso i centri di permanenza temporanea e di assistenza è stato di 13.863 unità. Gli stranieri effettivamente rimpatriati sono stati 7.012 (quasi la metà); quelli dimessi dai centri perché non identificati allo scadere dei termini sono stati 3.688; quelli dimessi per altri motivi (di salute, gravidanza, regolarizzazione ed altro) sono stati 1.638, mentre 225 si sono allontanati arbitrariamente. Cinquecentodiciassette stranieri hanno richiesto asilo, 171 sono stati arrestati, 8 sono stati espulsi a titolo di sanzione sostitutiva della detenzione; e ci sono stati 622 provvedimenti di trattenimento non convalidati”.

Forte di questi dati, il deputato dei DS afferma: ” ormai i centri sono utilizzati per rinchiudere anche gli immigrati che hanno necessità diverse, necessità di soccorso. Nei centri sono rinchiusi i richiedenti asilo e, insieme a loro, transitano nei centri gli immigrati che escono dal carcere, perché hanno espiato la pena o perché non ci sono più esigenze cautelari. Ci sono donne ospitate in centri dove non c’è l’assistenza di personale femminile”.

Nella parte conclusiva dell’interpellanza infine, Violante chiede che vengano resi pubblici “i dati sul numero delle permanenze nei centri, sul loro rapporto con le espulsioni e per quale motivo gli immigrati transitano nei centri” ed i risultati dell’inchiesta avviata dal Viminale a seguito del ben noto reportage realizzato dal giornalista dell’Espresso, Gatti, sottolineando come siano “stati riferiti in quel reportage fatti e circostanze molto gravi e comportamenti gravi messi in atto anche dagli operatori”. “Noi non abbiamo motivo”- chiosa Violante- di mettere la polvere sotto al tappeto”.

All’interno della risposta all’interpellanza rivoltagli, il ministro Pisanu ha affermato in prima battuta che “L’Isola di Lampedusa costituisce oggi il principale approdo degli immigrati clandestini che arrivano in Italia via mare. Azzerati i flussi tra Albania e Turchia verso Puglia e Calabria, gli sbarchi avvengono, ormai da tempo, solo su quell’isola e sulle coste siciliane. Per avere un l’idea dell’andamento del fenomeno, nel 2002 gli arrivi illegali sono stati quasi 24 mila, nel 2003 erano scesi di oltre il 40 per cento e nel 2004 si erano ridotti ulteriormente”.

Subito dopo il ministro precisa come negli ultimi mesi non si sia assistito “soltanto ad una ripresa quantitativa del fenomeno.È emersa anche una più spregiudicata capacità di manovra delle organizzazioni criminali nella gestione del traffico di esseri umani cosicché, cambiando i luoghi di sbarco, le modalità di approdo e la grandezza delle imbarcazioni, sono anche cresciuti i prezzi di trasporto e, purtroppo, i rischi di vita dei migranti”.

Riportando il caso specifico del centro di Lampedusa, Pisanu afferma come esso rappresenti “l’estremità meridionale del nostro sistema di controllo dell’immigrazione. Costituito nel luglio del 1998 come centro di permanenza temporanea e assistenza, nel 1999 esso ricevette in tutto 356 persone. Nei primi dieci mesi di quest’anno ne ha già accolte oltre 11 mila, ma sarebbe il caso di dire che è stato «invaso» da oltre 11 mila persone”.

Il rappresentante del Governo inoltre aggiunge in merito: “il vertiginoso aumento degli arrivi ha fatto sì che oggi il centro svolga principalmente funzioni di soccorso e prima accoglienza, oltre ad essere utilizzato per le procedure di identificazione e per lo smistamento degli immigrati clandestini verso altre destinazioni. La sua capacità ricettiva è di sole 186 persone e, poiché sull’isola non vi sono altri edifici disponibili, se gli sbarchi crescono rapidamente ed a dismisura l’intero apparato entra, ovviamente, in crisi pregiudicando il rispetto delle condizioni ordinarie in fatto di igiene, sicurezza e gestione amministrativa”.

“Quando nel giro delle 24-48 ore l’afflusso supera la capienza massima anche di cinque-sei volte, – prosegue il ministro- il centro può funzionare soltanto come un ricovero di fortuna, con gravi inconvenienti per i migranti, per gli operatori sociali e per le forze dell’ordine”.

Pisanu comunque sottolinea come ” nonostante le ripetute situazioni di emergenza verificatesi negli ultimi anni a Lampedusa come altrove, ma soprattutto a Lampedusa, l’azione amministrativa nei confronti degli immigrati è stata sempre condotta con umanità e considerazione attenta per ogni situazione giuridica soggettiva. Fino ad oggi, neppure nei momenti di peggiore sovraffollamento, nessuno, né tra gli immigrati né tra gli operatori del centro, ha mai segnalato – ripeto, ha mai segnalato -, in maniera circostanziata, atti di violenza o abusi di qualsiasi genere: situazione di disagio «si», atti di violenza «no»!”.

“Dopo il noto servizio del settimanale L’Espresso,- rassicura il ministro replicando ad una delle richieste dell’on. Violante- ho disposto severi accertamenti. Non è emerso nulla che possa configurarsi come atto di violenza. Ora, vi è solo da attendere serenamente il giudizio della magistratura che, a quanto mi risulta, anche in queste ore sta procedendo nei suoi lavori. Attendo anch’io, con estremo interesse, le conclusioni del magistrato. Ma sono anche convinto che esse non saranno lontane dalle conclusioni a cui, con indagini diverse, sono arrivati il prefetto di Agrigento ed un alto ufficiale dell’Arma dei carabinieri”.

L’intervento di Pisanu, infine termina con l’intento di chiarire l’inesistenza di alcuna volontà di insabbiamento: “vorrei ribadire che a Lampedusa non abbiamo mai cercato di occultare nulla, tanto è vero che dal 1o gennaio ad oggi il centro di permanenza temporanea è stato visitato dal commissario europeo per i diritti dell’uomo, da ventitré parlamentari europei, da sei parlamentari nazionali, da due ministri del Governo italiano, da un ambasciatore, da due funzionari dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e da due assessori regionali. Al seguito di queste autorità, sono entrati nel centro di permanenza temporanea e, in taluni casi, ripetutamente, più di venti accompagnatori, assistenti e interpreti. Tutto ciò per confermarvi, onorevoli interpellanti, onorevoli colleghi, che in materia di immigrazione abbiamo molto da discutere, poco da rimproverarci e ancor meno da nascondere”.

Salvatore Taranto