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Galeotto fu il messaggio e noi che lo leggemmo: una storia incredibile nata su un cellulare.

PALERMO – Lui è un ragazzone sardo. Un bel ragazzo. Lei una ragazza filippina, minuta. Le loro vite si sono incrociate nell’etere e nella rete infinita dei “messaggini” spediti sui cellulari. Ma la storia sbocciata tra questi due giovani ha davvero qualcosa di straordinario e di incredibile. Perchè? Perchè lei…

Perchè lei, la ragazza filippina, era in realtà una suora che svolgeva la sua missione a Palermo.
Ma come sono andate le cose?
Lui ( ometteremo i nomi dei protagonisti per proteggerne la privacy) ha un’amica in crisi: si è da poco separata dal marito e ne soffre. Un bel giorno di qualche mese fa lui decide di mandare all’amica un messaggio nella speranza che lei possa risollevarsi dalla tristezza seguita alla separazione.
” La vita è bellissima: non perdere la speranza e fatti coraggio” : belle parole da amico ad amica.

Ma il destino si inserisce tra i tasti del telefonino: lui compone il numero telefonico dell’amica ed invia il messaggino.
Ma sbaglia numero.
Quel messaggio lo riceve invece la suora filippina mentre stava in convento a Palermo.
Lei risponde e spiega che le sembra di capire che quel messaggio non fosse per lei: cionondimeno ringrazia lo stesso quello sconosciuto per le belle parole.
Lei – che è triste di suo – decide di far sue quelle parole e ne sorride.
Il giovane risponde a sua volta.
E così vanno avanti per giorni e giorni: centinaia di messaggi sms.
Ma lei nascondeva un segreto: era sposata. A Dio : mica ad uno sposo qualunque…
Arriva per la ragazza uno dei momenti più cupi della sua esistenza. La madre superiora subodora qualcosa: capisce. Tiene d’occhio la novizia: e finisce con il sequestrarle il cellulare ( già il fatto che una suora cammini con un cellulare in tasca è il simbolico segno dei tempi…). Legge i messaggini che – a quel punto della storia – traboccavano già amore.
Gravissimo imbarazzo in convento: lui di lei non sa più nulla per giorni e giorni. E si dispera. Non capisce. Lo assale la gelosia e pensa che forse quella ragazza che sperava di potere incontrare presto magari era una donna sposata che aveva deciso di rientrare nei ranghi ritirandosi dal gioco.
La giovane intanto viene allontanata dal convento con un provvedimento di espulsione immediato. La cosa giunge alle orecchie della famiglia, a Manila: lei viene ripudiata. Non sa dove andare ma ha di nuovo con sè l’amore della vita: il suo cellulare.
Il primo pensiero della nuova vita dell’ex suora corre al suo amato bene: quello terreno.
Spiega e racconta – sempre tramite sms – chi è e cosa fa : o meglio, faceva.
Lui stenta a credere ai propri occhi ma quella verità non cambia di una virgola la forza del sentimento nei confronti di una donna mai vista nè sentita. Una donna soltanto “letta” : ma amata fino all’incredibile.
Lei è adesso nelle Filippine: ma lui la raggiungerà e la porterà in Italia dove la sposerà.
Certo la sorpresa è stata immensa e dirompente: ma l’unico commento negativo di questo giovane rispetto alla questione è stato di ordine pratico.
“Certo andarla a prendere a Palermo sarebbe stato più facile ed era già nei miei progetti a breve scadenza. Andarla a prendere a Manila sarà più complicato, ma non importa”.
Una storia straordinaria e commovente : una prova del fatto che l’amore non conosce ostacoli e che sa sempre dove andare, anche quando non vede e non sente. L’amore lo guida il cuore : ed il cuore non ha bisogno nè di vedere nè di sentire per amare. Al cuore del ventunesimo secolo, spesso, basta solo un messaggino.

Alessandra Verzera