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Foligno, la questione del “monumento senza isole”.

FOLIGNO– Nella splendida città umbra di Foligno esiste un monumento ai caduti nella lotta al nazifascismo che ha lasciato quantomeno perplessi numerosi turisti che negli anni, osservandolo, hanno notato una piccola dimenticanza: nella lapide che riproduce il territorio nazionale infatti, non compaiono la Sicilia e la Sardegna.

Tale omissione ha generato qualche malumore anche a livello politico, basti pensare al fatto che il sottosegretario D’Alì, durante una visita a Foligno, abbia fatto omaggio al sindaco di due riproduzioni marmoree delle isole in questione. Il gesto simbolico, rivolto all’amministrazione locale, forse, sarebbe dovuto servire proprio a sollevare la delicata questione, quella di porre rimedio all’ imprecisione geografica di “modeste” proporzioni.
E’doveroso ammettere che, il primo cittadino, Manlio Marini, in quella occasione si era detto disponibile a verificare la possibilità di rivedere l’opera. Eppure sembra che il “monumento senza isole”, come ormai purtroppo è stato denominato, nelle intenzioni del realizzatore non dovesse rappresentare una cartina geografica. A testimonianza di ciò, è stato evidenziato puntigliosamente da chi non crede sia il caso modificare la lapide, come essa non contenga neppure le raffigurazioni delle isole di Pantelleria e D’Elba: pertanto, è inutile alimentare le polemiche.

Vuoi che mancando perfino queste due meravigliose isole, ci sia stato il tempo di ricordarsi della Sicilia e della Sardegna, che hanno un’estensione “leggermente” maggiore?
Questa giustificazione paradossale e difficilmente comprensibile, cede spazio a numerose considerazioni altrettanto estreme. L’obiezione formulata a dire il vero, ha francamente qualcosa di affascinante. E’ come dire che: “cavolo, non ci sono le risorse neppure per mantenere un’intera concessionaria di auto blu a disposizione della moglie del cugino di terzo grado del parlamentare e voi chiedete di pagare meno tasse”? Oppure: “siamo spiacenti per la morte del paziente affetto dalla febbre. Tuttavia non possiamo nascondere una certa soddisfazione professionale dovuta al fatto che, adesso, il paziente ha una temperatura corporea molto più bassa”.

Concludendo, nel caso in cui effettivamente si dovesse procedere all’inserimento delle due isole (trattasi ovviamente delle due regioni a statuto speciale, Sardegna e Sicilia), essendo state utilizzate come giustificazione dell’omissione l’assenza comprovata di altre isole minori, a questo punto si chiede ufficialmente anche la realizzazione marmorea di tutti gli arcipelaghi italiani, con particolare riguardo alle Eolie, Egadi e Pelagie, (nonchè di Ustica) affinchè si renda possibile la ricostituzione delll’unità nazionale.
La richiesta è ovviamente condizionata alla residua disponibilità di marmo a seguito degli interventi principali.

Salvatore Taranto