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Con Sharm El Sheikh sale a cinque il numero delle vittime siciliane del terrorismo: come stanno le cose per l’ Italia?

PALERMO Fabrizio Quattrocchi, Sebastiano Conti, Giovanni Conti, Daniela Bastianutti, Rita Privitera. Sono loro le cinque vittime siciliane trucidate da Al Qaeda. Ma come stanno le cose in Italia? Dopo la Spagna e l’ Inghilterra toccherà all’ Italia?
Si: il problema è capire quando, come e come potere evitare una strage…

Ormai non sono più voci sussurrate. Ormai il terrore serpeggia dappertutto: aleggia nell’aria, sinistro, sibillino.
Uccide lentamente: riduce all’impotenza, alla sopraffazione, alla rasegnazione.
Ormai lo dicono tutti: il prossimo target del terrorismo islamico – orchestrato da quell’ Usama Bin Laden che nessuno riesce ad acciuffare – sarà l’ Italia.
Verosimilmente la strage stravolgerà Roma: si, perchè fino ad ora le nefandezze di Al Qaeda hanno colpito le capitali. Sostanzialmente ciò non è affatto vero: New York non è una capitale, nè tantomeno lo è Sharm El Sheikh. Lo sono Madrid e Londra.

Ma poco importa se sarà Roma o la Versilia: il fatto quasi certo è che l’ Italia sarà chiamata a piangere molti morti.
Studiosi del fondamentalismo e dell’integralismo islamico parlano chiaro: ormai non serve più ritirare le truppe di pace dai territori belligeranti. Ormai il “torto” è stato fatto: e quindi andrà vendicato.
L’arabo integralista non perdona: si vendica.
Virtualmente la Spagna, che saremmo portati a considerare ormai un “porto franco” visto che Zapatero ha richiamato in Patria i connazionali militari impegnati nelle zone di guerra, rimane una sorta di polveriera. Piccole avvisaglie di caffettiere e bombe carta la dicono lunga: vi sono ancora rigurgiti di odio nei confronti degli spagnoli.
Londra non ha ancora finito di seppellire i propri morti che esplodono altre bombe: per fortuna senza gravi conseguenze, perlomeno in senso fisico, sui londinesi.
Al Qaeda ha dichiarato guerra al mondo: persino allo stesso mondo arabo. A quel mondo arabo che si dissocia dalla logica degli sgozzamenti e delle esecuzioni e che tenta la via della mediazione. Come l’ Egitto: il più “europeo” dei paesi arabi.
Il colpo che Al Qaeda ha assestato all’ Egitto è di proporzioni fantasmagoriche : al di la dei morti – anche se solo uno sarebbe già un’enormità – il colpo più grave va a colpire l’economia del paese. Di quella particolare zona che vive di turismo: e dove il turismo è morto insieme alle vittime.
Non solo: moltissime strutture alberghiere di Sharm El Sheikh sono ( alcune, distrute, erano..) di proprietà italiana. Quindi, di riflesso, un duro colpo agli italiani sotto il profilo economico e finanziario.
Colpi durissimi sotto il profilo psicologico a tutto il mondo: almeno una persona per campione sociale da ogni parte del pianeta è stato almeno una volta in Egitto. Tutti, quindi, ci sentiamo minati. Non già inglesi, francesi, tedeschi.. Tutti: indistintamente.
Il pensiero corre a località italiane in cui accorre turismo da ogni dove: in Sicilia Taormina, isole Eolie. In Italia, Versilia, Riviera Ligure ( già flagellata in questa estate assurda da varie calamità naturali ), Sardegna. E nel mondo: isole greche e spagnole, Caraibi, atolli….
Insomma: la psicosi è collettiva e nessuno, ormai, ha più il coraggio di sdrammatizzare più di tanto.
La paura di morire è un guaio peggiore che la morte stessa, poichè riduce all’immobilità ed attanaglia in una morsa progressiva.
Eppure la viviamo sulla pelle: ogni giorno, ad ogni fermata d’autobus, ad ogni check-in, ad ogni controllo di polizia. L’atmosfera è greve: irrespirabile.
Le valigie esotiche lasciano spazio alle mete sotto casa, dove si giunge con mezzi propri e dove la gente “è come noi” : e – come un serpente a sonagli – striscia dentro di noi lambendo i nostri pensieri una recrudescenza razzista per cui chi non è “come noi” è cattivo e va evitato.
Questo hanno voluto i signori del petrolio, con le stelle e con le strisce o con i turbanti e vestiti di stracci.
Questo hanno voluto i signori dei bigliettoni verdi e del petrolio che osano nascondere le loro nefandezze dietro al volto di un Dio.
Questo hanno voluto i signori della guerra : che ci rinchiudessimo nelle nostre case aspettando- vivi ma già morti – che rintocchi la nostra ora.
E così sia.

Alessandra Verzera