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Alì, ci sono più case che abitanti

ALIì – Ci sono piu case che abitanti, non esiste un solo disoccupato e sta per arrivare una pioggia di miliardi. Alì non e un’oasi nel deserto, ma un paesino di milleottantotto abitanti arroccato in collina, tra la fascia costiera con le note terme ed il pendìo che giunge a monte Scuderi. Ottocento “unità abitative per una popolazione che fino a qualche anno fa era in netto decremento e andava invecchiando, mentre i giovani lasciavano il paese. In realtà, solo di recente si è affacciata un’inversione di tendenza, con una crescita di qualche decina di unità: una promessa più che una percentuale verificabile.
“Ali è un paese giovane e ricco, il resto sono tutte chiacchiere – afferma il segretario comunale, Francesco Marino, impegnato nella registrazione delle delibere della riunione di giunta di mercoledì sera -. Basta guardarsi in giro; non c’è un solo disoccupato, perché i giovani vengono avviati ai progetti di utilità collettiva attraverso le cooperative. E per strada circolano Mercedes ed Alfa 164, sintomo di un benessere economico”.

Ma delle ottocento case di Alì, soltanto la meta risultano occupate, mentre il paese ha l’aspetto di un cantiere aperto nonostante, paradossalmente, i piani di fabbricazione siano scaduti ed il nuovo piano regolatore è in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Frattanto la realtà del paese è in continuo movimento: la strada di accesso lungo la collina è delineata da spessi muri di contenimento, sul lindo e ordinato «belvedere», con vista sull’intera vallata, si stanno sistemando i lampioncini; poco sopra il paese si sta provvedendo al restauro dei resti della chiesa di Santa Maria degli Angeli e del convento dei Cappuccini, del 1574.

Interventi anche all’interno della chiesa di Sant’Agata, la cattedrale nella piazza principale del paese: i ragazzi di una cooperativa hanno di recente eseguito un criticato restauro al pulpito.

Ma il grande business di Alì si chiama «Progetti di ristrutturazione del centro storico», due lotti finanziati dalla Regione per un totale di undici miliardi, che potrebbero segnare una svolta occupazionale e turistica. Case d‘importanza storica e palazzi di valore artistico verranno recuperati e adibiti a fini pubblici: questo sarà anche il destino di «palazzo Brunaccini», residenza estiva dei nobili palermitani, ma anche le anonime casette del centro, un surplus abitativo in disuso da decenni, potrebbero trasformare Ali in un villaggio turistico “europeo”, ma dal sapore antico.

Tra le note stonate la biblioteca comunale, un esempio di come sia stata disattesa la legge istitutiva che vedeva le biblioteche dei comuni come centro di aggregazione culturale. Nella stanzetta che
ospita il «patrimonio» librano di Alì ci sono 2.460 libri, tra cui una voluminosissima «Storia della letteratura italiana», mai
consultata in dieci anni, due impiegate non qualificate per il servizio bibliotecario, nessuna traccia di schedari come anche di periodici, Gazzette Ufficiali, regionali e testi di storia locale. Risultato: un lettore, in media, ogni quindici giorni; in genere studiosi provenienti da altri centri, alla ricerca proprio di notizie storiche su Alì.

Ma il viaggio non è sprecato, perché nel bar accanto alla biblioteca, con pochi spiccioli, è possibile gustare granite di limoni «veri» e di gelsi raccolti nelle campagne del circondario.

1990 – Francesco Venuto