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Alfredo Camisa, il poeta che scriveva con la Rollei

LipariLIPARI – Centotrentadue pagine per raccontare lo Stretto di Messina, costa calabra compresa, e le isole Eolie. Trentadue bellissime fotografie dell’’arcipelago eoliano scattate da Alfredo Camisahttp://www.alfredocamisa.it/index.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Bartolo_Cattafi#/media/File:Bartolo_Cattafi_(a_colori).JPG L’’introduzione del grande poeta e scrittore barcellonese Bartolo Cattafi: “Lo Stretto di Messina e le Eolie”, edito dall’’Automobil club, collana “Italia nostra”, Roma 1961, probabilmente è un’opera irripetibile per la bellezza delle immagini, in bianco e nero e, talvolta, anche di un primitivo colore; e per la cura con cui sono state realizzate le didascalie che accompagnano le stesse foto.

PomiceLe foto creano suggestioni e nello stesso tempo sono formidabili documenti di un periodo, quello trascorso nell’’arcipelago dall’’autore per realizzarle. Talvolta sono drammatiche: «L’intero versante settentrionale dell’’isola di Lipari è una immensa cava di pomice, parte a cielo aperto e parte solcata da centinaia di anguste gallerie. Vi lavorano un migliaio di operai. Nelle giornate ventose, una compatta nuvola bianca di polvere insidiosa avvolge il fianco del monte. Gli operai devono lasciare il lavoro: una giornata senza salario nel ristretto bilancio di un anno di fatica mal ripagato». L’’andamento è quello dei primi documentari in bianco e nero, delle inchieste televisive che hanno fatto la storia del giornalismo televisivo italiano.

E’’ bello osservare l’’immagine del laghetto termale di Vulcano in una dimensione primitiva, selvaggia, appena disturbato da una casetta bianca che si intravede in lontananza: «Un laghetto di acqua bollente a Vulcano. Singolarissimi fenomeni geologici, soffioni di vapore, sorgenti di acqua bollente, vulcanetti di fango, fumarole, emanazioni di anidride carbonica e di idrogeno solforato nella sabbia e nell’acqua del mare, variopinte sublimazioni di sali sulle pareti delle grotte sono osservabili, su quest’’isola, in ristretto spazio soprattutto nel ristretto istmo che congiunge il conetto di Vulcanello al corpo maggiore».

Le Eolie osservate dal fotografo spesso sono abitate da fantasmi, sono le isole di chi è assente da troppo tempo: «Le bianche case dell’’isola di Stromboli. Il sole estivo rende abbacinante questo mosaico di piccoli cubi contro l’azzurro cupo del mare. Molte delle porte di Stromboli sono sprangate e case disabitate. Dall’’inizio del secolo la popolazione si è ridotta da 5000 a 500 abitanti».
Francesco Venuto

approfondimenti recenti rispetto alla pubblicazione di questo pezzo su stretto Indispensabile Isole Eolie:

http://www.circolofotograficosdm.org/alfredo-camisa-fotografie-1953-1962/

http://www.alfredocamisa.it/pdf/CamisaLewis.pdf