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33 anni dopo saldo il mio debito con il cantautore siculo-canadese Tony Stracuzzi

coplamiastoria
Per trentatré anni ho tenuto questi dischi senza poterne vendere uno, ora è arrivato il momento di rendere un po’ di giustizia a questo cantautore di origini messinesi (della costa tirrenica per la precisione) che, nel 1977, quando mi occupavo di Radio Villafranca, mi scrisse da Dixon Niagara Falls, in Canada, inviandomi i suoi dischi. Il Canada è la stessa Nazione di Neil Young, tanto per intenderci, ma Tony Stracuzzi pur essendo un valido musicista riproponeva brani che avevano mercato e successo nella sua nuova terra tra gli italo-americani assaliti dalla nostalgia per la madre Patria ma che, nel contempo, risultavano alle orecchie dei giovani italiani degli anni Settanta completamente superati. Risultato: era impossibile onorare l’impegno di vendere i suoi dischi, anche nella sola Villafranca Tirrena; ma cosa ben più grave non erano adatti nemmeno per lo sporadico passaggio in radio. Nonostante tutto consegnai i 45 giri ad un agente della Ricordi chiedendo un parere. Mi rispose che Tony Stracuzzi avrebbe potuto rapprensentare per il mercato dell’epoca una sorta di Mino Reitano. Ovviamente l’esperimento Tony Stracuzzi si concluse in quel frangente, con buona pace di Joseph raffa, di Pace del Mela, autore del testo di una canzone. Di Stracuzzi mi sono rimasti i dischi, che oggi potrebbero essere molto ambiti da parte dei collezionisti, qualche foto e molta curiosità personale. Cosa ha fatto dopo il 1977? Ha superato la tristezza che traspariva dalle sue canzoni? Mi piacerebbe che qualcuno potesse rispondere a questi quesiti, anche perché oggi la discografia di Tony Stracuzzi e la sua storia artistica interessa molto dal punto di vista documentale, visto che era il cantante dei nostri emigrati in Canada, per i quali nutriamo grande rispetto.

Francesco Venuto

Riferimenti documentali
The London Music Archives – 1977